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2 Ott 2018 [20:22]

Anteprima Suzuka
Per Vettel è l'ultima spiaggia

Massimo Costa - Photo 4

Lui dice che ancora nulla è perso. Che ancora ci crede. Che ha la macchina per tentare l’impossibile. Ma che tutto è ormai al di fuori del suo controllo. Perché sì, pensare di recuperare 50 punti a Lewis Hamilton in appena cinque gare è veramente qualcosa di impensabile. Sebastian Vettel è analiticamente freddo e lucido quando rilascia queste affermazioni, per niente latino verrebbe da dire. Ci crede veramente e non potrebbe essere diversamente. La F1 è sempre stata colma di grandi rimonte, ma è inutile guardare al passato, alle statistiche, che poco contano per descrivere il presente. Che ci racconta di “scoppole” senza precedenti.

Quella di Monza prima di tutto, con un dominio Ferrari che appariva chiaro e lampante, e invece è finita come tutti sappiamo. Per non palare di Singapore, tracciato cittadino che aveva tutte le caratteristiche per rilanciare Vettel e la Ferrari, non certo la Mercedes e Hamilton, ma la pole e la vittoria sono andate proprio al binomio anglo-tedesco. Come a Sochi dove la Ferrari arrancava, non teneva il passo delle W09, i cui sviluppi sono stati evidentemente più efficienti.

Davanti a questi risultati sconfortanti per la Rossa e tutti i suoi tifosi, è difficile ritrovare la giusta serenità, il desiderato credo. Se non si vince più neanche sulle piste favorite, se il team si confonde sulla scelta delle gomme in qualifica e poi in gara, se il set-up delude, se il pilota commette banali errori come a Monza e Hockenheim, qual è la via di fuga che porta alla speranza? Quando dall’altra parte c’è una vera macchina da guerra che non fallisce mai nulla di nulla e si chiama Hamilton, supportato da una squadra che non sbaglia quasi mai, che mette le virgole e i puntini sulle i alla perfezione.

Un Hamilton che a differenza di un Vettel il quale conduce una vita privata quasi monacale, prima di Singapore si è permesso un giro del mondo per partecipare a sfilate di moda e solo lui sa cos’altro. Poi, arriva in pista, fa un bel reset, e tutti gli sciocchi principi che spesso i ben pensanti ci raccontano, quelli del pilota che deve passare il tempo ad allenarsi, a stare lontano dai riflettori per concentrarsi, a non divertirsi troppo la settimana prima della gara, vengono sbriciolati dall’uomo dei record. L’uomo che da due anni non ricordiamo buttare via un risultato durante il Gran Premio. L’uomo che cercava la sfida con Vettel e la Ferrari per alzare la propria asticella del limite personale dopo gli anni noiosi trascorsi a combattere con il compagno di squadra Nico Rosberg. Che non era alla sua altezza, che sottovalutava fin tanto da perderci un mondiale.

Vettel nel 2017 ha dovuto abdicare per una monoposto che ha iniziato ad inciampare nel finale di campionato, ma quest’anno il buon Seb una ne azzecca e tre ne sbaglia. Difficile da digerire e da capire cosa passi nella testa del ferrarista. Durante la pausa estiva avevamo fatto il conto dei punti persi da Vettel causa errori: una marea, ben 65. A questi vanno ora aggiunti quelli lasciati sul campo a Monza e possiamo arrivare tranquillamente a 78. Fate un po’ i conti voi su come potrebbe essere la classifica iridata se il tedesco avesse fatto tutto bene a Baku, Le Castellet, Spielberg, Hockenheim e Monza appunto, comprendendo anche i punti persi a Shanghai per colpa di Max Verstappen. E a questo si aggiunge una Ferrari che sta perdendo il confronto tecnico con la Mercedes e vien da pensare se la tanto sbandierata italianità della Scuderia, l'organizzazione orizzontale e non piramidale, la cacciata di James Allison, siano state le mosse giuste fatte dal compianto presidente Sergio Marchionne.

Domenica sullo splendido circuito di Suzuka (paragonabile in quanto a spettacolarità a quello di Spa), siamo certi che Vettel tenterà di inventarsi qualcosa, darà il 110 per cento, ma finché (è antisportivo dirlo, ma lo diciamo), Hamilton non si ritirerà per colpe sue o della monoposto, accorciare sensibilmente lo svantaggio sarà pura utopia. Serve uno stop del capo classifica e una immediata vittoria di Vettel per accorciare sensibilmente lo svantaggio e tornare a mettere pressione all’inglese e alla Mercedes. Certo è che l’albo d’oro di Suzuka non rassicura...
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