Massimo Costa - XPB ImagesSta facendo di tutto per entrare nella storia della F1. Non gli bastano tutti i record abbattuti fino ad ora, a Monza è riuscito a vincere partendo dalla decima fila, diciannovesima posizione. Un recupero incredibile, certamente aiutato da una Mercedes estremamente competitiva, tanto da avere fatto il vuoto. La prima posizione,
Andrea Kimi Antonelli l'ha presa a 3 giri dalla fine da George Russell, compagno di squadra.
L'inglese era su gomme dure da 50 giri e non ha cambiato le Pirelli nell'occasione della virtual safety car chiamata per il ritiro di Lance Stroll, cosa che ha fatto Antonelli montando le medie. E' stata la carta vincente. E adesso chi lo ferma più il 20enne bolognese? Alla sua seconda stagione di Formula 1 è avviatissimo verso la conquista del mondiale. In classifica conta 267 punti contro i 201 di Russell che proprio non riesce a contenere il suo compagno di squadra. Poi, c'è Lewis Hamilton, terzo con 191 punti.
Un pilota italiano non vinceva il Gran Premio d'Italia dal 1966, quando a tagliare per primo il traguardo fu
Ludovico Scarfiotti con la Ferrari. Anche questo record è stato abbattuto. Antonelli ha fatto una gara perfetta, o quasi, perché mentre tentava il sorpasso a Russell, alla prima variante è andato in ghiaia, all'esterno. Pareva tutto compromesso, e invece, la sua Mercedes non ha subìto danni, lui ha potuto riprendere la corsa normalmente e si è ributtato all'inseguimento di Russell. Lo ha ri-raggiunto superandolo bene e tagliando il traguardo da dominatore.
Russell ormai appare rassegnato. Se l'è giocata bene a Monza, ma la scelta di rimanere sulle gomme hard (alla fine per ben 50 giri) non ha pagato. Era un rischio fermarsi per montare le medie quando è uscita la segnalazione della VSC per lo stop di Lance Stroll? Russell ha ammesso che tenere le hard poteva essere comunque una buona idea, ma non è andata così. Antonelli e Max Verstappen si sono fermati per mettere le medie ed hanno potuto recuperare forte essendo molto più veloci di Russell, con le hard. Il secondo posto per Russell è stato un boccone molto amaro.
La Red Bull-Ford sembra fuori da ogni gioco per conquistare il podio, e invece come spesso accade, il team inglese riesce sempre a ribaltare le situazioni sfavorevoli.
Max Verstappen ha compiuto un piccolo capolavoro riuscendo anche ad occupare la prima posizione lottando con Russell. Alla fine, è emersa la superiorità della Mercedes e Verstappen si è dovuto accontentare della terza piazza a ben 14"7. Di più, non si poteva fare. Partendo dai box, Liam Lawson non è riuscito fare miracoli rimanendo sempre bloccato nelle retrovie e concludendo 14esimo.
La McLaren-Mercedes ha ritrovato la verve di Oscar Piastri, brillante per tutta la corsa, ma nel finale ha subìto il recupero di Lando Norris, a lungo in difficoltà. Il quarto e quinto posto non può soddisfare il team di Zak Brown. Brivido nel finale quando Piastri per respingere il tentativo di sorpasso di Norris lo ha spinto nell'erba verso la Roggia.
Male la Ferrari, molto male. Benino in qualifica, il tanto sbandierato motorone ha fallito. In gara è andata anche peggio in quanto a velocità pura, ma quel che lascia storditi è, ancora una volta, la totale mancanza di fornire ai piloti una strategia. Ovvero, Lewis Hamilton è nettamente davanti in classifica, era secondo in campionato, quindi andava supportato. Non lo è stato fatto a Zandvoort, e si sono persi punti pesanti, non è stato chiarito nulla a Monza.
Alla prima variante, Leclerc in uscita dalla prima variante, ha maliziosamente accompagnato fuori pista Hamilton che lo aveva affiancato all'esterno. Leclerc poi, evidentemente su di giri, ha clamorosamente sbagliato al terzo giro la curva Parabolica andando a sbattere con estrema violenza. Tanta paura, pilota scosso e confuso, ma per fortuna niente di che.
Hamilton con forza e classe ha recuperato fino al terzo posto, poi le sue gomme medie, tenute per troppo tempo, sono andate in pappa e buona notte. Le si potevano cambiare nella fase della VSC? La risposta è affermativa, ma non è stato fatto. Il sesto posto finale di Hamilton fa quasi sorridere per la pochezza mostrata dal team e dal motorone.
Pierre Gasly, l'eroe del sabato, come prevedibile, pur dopo una buona prima parte della gara, non è riuscito con la sua Alpine-Mercedes a tenere il passo dei primi. Il settimo posto finale sicuramente non lo accontenta dopo la pole della qualifica, ma di più era impossibile ottenere. Nono, invece, Franco Colapinto, Era balzato quarto alla chiamata della bandiera rossa, ma alla ripartenza ha commesso subito un errore a Lesmo che gli è costato caro.
Torna in zona punti la
Racing Bulls-Ford dopo la battuta di arresto di Zandvoort. Arvid Lindblad ha concluso ottavo e Yuki Tsunoda è risultato decimo. Per il giapponese una bella soddisfazione essendo questo il suo secondo GP stagionale nel quale ha preso il posto di Lawson, a sua volta in Red Bull per l'infortunato Isack Hadjar.
Di poco fuori dalla top 10 le due Audi con
Gabriel Bortoleto 11esimo e Nico Hulkenberg 12esimo. Poche chance per Carlos Sainz di puntare ai punti con la sempre deludente Williams-Mercedes. Oliver Bearman pareva poter entrare tra i primi dieci dopo una bella prima parte di Gran Premio, ma è poi crollato 15esimo davanti al compagno Esteban Ocon. Solita gara nelle retrovie per la Cadillac-Ferrari mentre le due Aston Martin-Honda si sono ritirate.