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UAE4 Series

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L'ucraino che non smarrisce

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22 Lug 2009 [16:36]

Assassinato in Colombia Ricardo Londono

Giunge dalla Colombia la notizia della morte violenta dell’ex-pilota Ricardo Londoño-Bridge, il primo colombiano a calcare le scene della F.1, seppur per un giorno solo, ancor prima di Guerrero e Montoya. I corpi di Londoño, 59 anni, e di altre due persone sono stati ritrovati crivellati di colpi d’arma da fuoco nei pressi dell’albergo che Londoño possedeva a Cispita, stazione balneare sulla costa atlantica. Gli inquirenti pensano ad un regolamento di conti nell’ambiente del traffico di droga, piaga endemica del paese. Già qualche anno fa, l’ex-pilota di Medellín aveva avuto guai con la giustizia e gli erano stati sequestrati beni per 10 milioni di dollari.

Londoño, dopo aver vinto tutti i titoli importanti in patria, era giunto in Europa alla fine del 1980, per disputare qualche gara dell’Aurora F.1, il campionato inglese di F.1. Nel 1981, aveva tentato il salto nella F.1 vera ma si era ritrovato al centro di una rocambolesca vicenda. Firmato un accordo stagionale con l’Ensign, grazie a un’importante dote che già all’epoca suscitò non pochi sospetti, si presentò al primo GP dell’anno in Brasile e disputò la giornata di prove libere preliminare in programma a Rio, prima che gli venisse rifiutata la possibilità di correre le prove ufficiali, per mancanza della superlicenza, dopo un’estenuante tira e molla con la FISA e la FOCA.

L’Ensign lo sostituì al volo con Marc Surer e Londoño ripiegò sull’Aurora, la F.2 e le gare in America, alla ricerca di risultati che gli dessero la sospirata superlicenza, ma dopo un paio di stagioni sparì definitivamente dalla scena internazionale.

Alfredo Filippone
gdlracingTatuus