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14 Nov 2014 [16:39]

Bahrain, qualifica
Jani-Dumas più forti del degrado gomme

Said Al-Muhral

Dopo che aveva fatto registrare il miglior tempo assoluto in due sessioni di prove libere su tre (la seconda e la terza), la Porsche ha rispettato i pronostici conquistando la pole per la 6 Ore del Bahrain. Una partenza al palo meritata quella ottenuta dalla vettura numero 14 di Neel Jani, Romain Dumas e Mark Webber, arrivata in particolare grazie a una prestazione "monstre" dello svizzero. Nella media dei quattro giri più veloci realizzati in qualifica, infatti, ha avuto un peso enorme l'1'41"897 staccato da Jani con il suo primo crono, tempo che è stato ben sei decimi più veloce rispetto al rivale più vicino e 1"1 più rapido rispetto al migliore dei compagni di marca. Un vero e proprio tempone, che ha permesso a Dumas di completare l'opera nonostante la 919 Hybrid soffra in questo momento un consumo degli pneumatici nettamente superiore rispetto alla concorrenza.

Il secondo posto è andato alla Toyota condivisa da Anthony Davidson e Sebastien Buemi: decisamente più rispettosa delle gomme rispetto alla Porsche, la TS040 numero 8 ha mostrato nel corso della sessione un decadimento della performance molto più contenuto, di poco superiore al mezzo secondo al giro. Questo non è stato comunque sufficiente per stare davanti ai tedeschi: la rincorsa di Buemi si è infatti fermata a due decimi di distacco sulla media dei quattro giri, e pur avendo il tempo per un ultimo tentativo il muretto ha preferito soprassedere pensando a risparmiare gli pneumatici in vista della gara di domani.

Terza piazza per l'altra Porsche 919, guidata in questa sessione da Timo Bernhard e Brendon Hartley: anche la numero 20 di Stoccarda è stata afflitta dagli stessi problemi di degrado delle gomme patiti dalla coupé gemella, e senza un Neel Jani a fare la differenza la seconda fila è stata il miglior risultato possibile, davanti di un soffio alla Toyota di Mike Conway, Stephane Sarrazin e Alex Wurz.

Disastro, invece, in casa Audi dove la numero 1 di Lucas Di Grassi, Loic Duval e Tom Kristensen si è vista costretta a saltare la qualifica per l'ennesimo cambio di telaio. Sono stati tre in totale in questo weekend per la casa di Ingolstad, uno per vettura prima delle prove libere a seguito di danni al sottoscocca rimediati a Shanghai, più quest'ultimo prima della qualifica per ulteriori crepe rilevate dopo l'ultima sessione di prove libere. All'interno del team tedesco ritengono che il problema derivi dall'impatto con i cordoli più alti, e stanno lavorando per riuscire quantomeno a mitigarlo. Nel frattempo, anche dal punto di vista delle performance non va molto meglio perché la vettura superstite, la R18 di Fassler-Lotterer-Treluyer, ha chiuso le prove al quinto posto staccata di più di un secondo dalla quarta piazza.

Tra le LMP2 miglior crono cumulato per la Ligier-Nissan della G-Drive guidata da Roman Rusinov e da un ottimo Olivier Pla, che ha avuto la meglio sul duo delle Oreca-Nissan del team SMP, guidato dalla numero 27 di Nicolas Minassian e Maurizio Mediani. In Classe GTE Pro, la pole position è andata all'Aston Martin di Stefan Mucke e Darren Turner. Nel particolare format di qualifica del WEC la capacità dei piloti dell'equipaggio di staccare tempi simili è fondamentale, ed è proprio su questo presupposto che il duo alla guida della numero 97 ha beffato la Ferrari AF Corse di Gimmi Bruni e Toni Vilander.

Pur avendo a che fare come tutti con il degrado delle gomme, dimostratosi particolarmente severo sul circuito di Sakhir, Turner è stato infatti in grado di girare piuttosto vicino ai tempi del compagno di vettura, sceso in pista per primo. Non ha saputo invece fare lo stesso Vilander, che con i suoi crono è rimasto più di 1"5 lontano da Bruni. Il pilota romano dal canto suo non ha nulla da rimproverarsi perché tanto per cambiare, grazie a un 1'58"122, ha fatto registrare il miglior tempo della sessione. Bene anche Davide Rigon e James Calado, terzi, mentre in grande crisi sono apparse le Porsche 991, afflitte da un consumo degli pneumatici davvero drammatico dopo appena due giri.

In GTE Am davanti a tutti ha chiuso l'Aston di Poulsen e Thiim, seguita da vicino dalla vettura gemella di Nygaard-Dalla Lana. La prima Ferrari è quella AF Corse di Pierguidi Segal, terza davanti a quella 8Star su cui Paolo Ruberti e Matteo Cressoni hanno fatto ancora una volta un ottimo lavoro.

Lo schieramento di partenza

1.fila
Dumas/Jani/Lieb (Porsche 919 Hybrid) - Porsche - 1'43"145
Davidson/Buemi (Toyota TS040 Hybrid) - Toyota - 1'43"410
2.fila
Bernhard/Webber/Hartley (Porsche 919 Hybrid) - Porsche - 1'44"191
Wurz/Sarrazin/Conway (Toyota TS040 Hybrid) - Toyota - 1'44"260
3.fila
Fassler/Lotterer/Treluyer (Audi R18 e-tron quattro) - Audi - 1'45"599
Prost/Heidfeld/Beche (Rebellion R One-Toyota) - Rebellion - 1'47"047
4.fila
Kraihamer/Belicchi/Leimer (Rebellion R One-Toyota) - Rebellion - 1'47"705
Rusinov/Pla/Canal (Ligier JS P2-Nissan) - G Drive - 1'50"236
5.fila
Zlobin/Minassian/Mediani (Oreca 03-Nissan) - SMP - 1'50"939
K.Ladygin/Shaitar/A.Ladygin (Oreca 03-Nissan) SMP - 1'51"019
6.fila
Howson/Bradley/Imperatori (Oreca 03-Nissan) - KCMG - 1'51"375
Kaffer/Trummer/Berthon (CLM P1/01) - Lotus - 1'51"412
7.fila
Cheng/Ihara/Patterson (Morgan-Judd) - OAK - 1'54"304
Turner/Mucke (Aston Martin Vantage) - AMR - 1'58"805
8.fila
Bruni/Vilander (Ferrari 458) - AF Corse - 1'59"075
Rigon/Calado (Ferrari 458) - AF Corse - 1'59"226
9.fila
MacDowall/Al Faisal/Rees (Aston Martin Vantage) - AMR - 1'59"377
Bergmeister/Lietz (Porsche 991 RSR) - Manthey - 1'59"541
10.fila
Poulsen/H-Hansson/Stanaway (Aston Martin Vantage) - AMR - 1'59"589
Dalla Lana/Lamy/Nygaard (Aston Martin Vantage) - AMR - 1'59"721
11.fila
Pilet/Makowiecki (Porsche 991 RSR) - Manthey - 1'59"772
Talkanitsa/Pierguidi/Segal (Ferrari 458) - AF Corse - 2'00"068
12.fila
Roda/Ruberti/Cressoni (Ferrari 458) - 8 Star - 2'00"218
Perrodo/Collard/Vaxiviere (Porsche 911 GT3 RSR) - Prospeed - 2'00"713
13.fila
Wyatt/Rugolo/Bertolini (Ferrari 458) - AF Corse - s.t.
Di Grassi/Duval/Kristensen (Audi R18 e-tron quattro) - Audi - s.t.
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