10 Mar 2026 [12:11]
Bocciate le nuove regole
Modifiche dopo Shanghai?
Massimo Costa - XPB Images
Le critiche dei piloti, degli appassionati, di tutti i media, hanno improvvisamente svegliato i timonieri della Formula 1. Sotto accusa, la ricarda delle batterie che costringono i piloti ad alzare il piede in continuazione svilendo la prestazione. Possibile che nessuno avesse pensato a ciò? Il paravento che il tracciato di Melbourne presenta pochi punti in cui frenare o rallentare non sta in piedi. Stiamo parlando di Formula 1, non di gare con i carretti.
Ecco allora che dopo Shanghai di questo fine settimana (siamo curiosi di vedere cosa accadrà nei due lunghi rettilinei del circuito cinese) ci sarà il tempo per verificare se cambiare qualche cosa. Sotto esame la gestione dell'energia, come rivedere la raccolta e la distribuzioine della stessa. Magari aumentando la potenza del super clipping per caricare le batterie più facilmente o aumentare la potenza del motore a combustione interna.
Nikolas Tombazis, direttore delle monoposto FIA, ha dichiarato: "La posizione unanime dei team era che avremmo dovuto mantenere le attuali disposizioni per le prime gare e riesaminare la questione quando avessimo avuto più dati. La nostra intenzione è di rivedere la situazione della gestione energetica dopo la Cina. Abbiamo qualche asso nella manica in merito, che non volevamo introdurre prima di Melbourne come reazione impulsiva, e che esamineremo con i team dopo la Cina."
Migliorare la situazione senza... peggiorarla. Questo deve essere alla base di tutto. La fretta può anche essere cattiva consigliera. Ma la domanda è: come è possibile che nessuno degli ingegneri, dei motoristi, iper esperti, non abbia previsto quel che si è visto a Melbourne? Ricordiamo che le prime simulazioni che coinvolsero i piloti, almeno due anni orsono, furono ampiamente criticate. Eppure nessuno li ha ascoltati e si è proseguiti su questa via.
Secondo indiscrezioni, pare che a volere l'ormai tristemente famoso 50-50 tra termico ed elettrico, sia stata l'Audi. Poneva questo come condizione per entrare in Formula 1, soluzione ben accolta da Mercedes e Ferrari, poi da Honda e Cadillac. Tutto nel nome dell'ibrido rivolto alle auto stradali. Per favorrire l'ingresso di due nuovi costruttori, Audi e General Motors, Liberty Media e FIA non ci hanno pensato su troppo partorendo l'obbrobrio che abbiamo tutti visto a Melbourne. E lo chiamano progresso...