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18 Set [0:29]

Binotto "spinge" Giovinazzi
ma forse è tardi e spunta Zhou

Massimo Costa - XPB Images

Dopo settimane di silenzio, dopo l'annuncio di Valtteri Bottas, dopo che nel paddock fin da Budapest circolavano voci negative sul futuro di Antonio Giovinazzi nel team Alfa Romeo per la stagione 2022, ecco che il team principal Ferrari Mattia Binotto, a Monza si è accorto che forse qualche parola avrebbe dovuto dirla ai media riguardo il pilota italiano. E sì, perché Giovinazzi è pur sempre la riserva Ferrari , ma quasi non sembra che faccia parte del Cavallino in quest'ultimo mese, abbandonato al suo destino. Nessuna parola in sua difesa, nessuno che ha cercato di rompere la sequela di nomi candidati per il suo sedile: Nyck De Vries, Alexander Albon, Nico Hulkenberg, Callum Ilott ed ora Guan Yu Zhou, salito al vertice della lista.

E dire che Giovinazzi "veste" il marchio Alfa Romeo nelle pubblicità televisive e non, rappresenta pur sempre il costruttore italiano nel mondo. Binotto dunque, si è accorto che occorreva dire due frasi di circostanza: "Penso che la scelta di Bottas sia puramente della squadra in quanto è indipendente da questo punto di vista. Antonio fa parte della famiglia Ferrari, quindi per noi sarà fantastico averlo ancora con noi il prossimo anno. Crediamo che sia un buon pilota e che meriti un sedile in F1. Ma come ho detto, non possiamo influenzare la decisione della squadra. Come fornitori di motori al team Sauber Alfa Romeo vi è una certa collaborazione e diciamo che la scelta del pilota può far parte di questo aspetto". Fino al 2021 però, si sapeva che la Ferrari poteva avere influenza decisionale, vedi appunto Giovinazzi e prima ancora Charles Leclerc, ma per il prossimo anno non sarà così. E non è un caso che ingegneri di un certo spessore come Simone Resta sia stato girato alla Haas anziché al team svizzero.



Il punto principale della questione è che la Sauber Alfa Romeo non naviga in buone acque. Pochi i punti conquistati e la Williams pare irraggiungibile nella classifica costruttori. Il nono posto anziché l'ottavo occupato nelle stagioni 2018-2019-2020 significa una perdita di 7 milioni di dollari rispetto alla scorsa stagione. A questo va aggiunto, come noto, un ribasso dell'impegno economico del gruppo Stellantis, leggi Alfa Romeo, e la perdita dello sponsor storico di Kimi Raikkonen. Insomma, il team principal Frederic Vasseur si ritrova a gestire una pessima situazione dal punto di vista del budget per il 2022.

Ecco dunque che si spiega l'interesse improvviso per Guan Yu Zhou, ex Ferrari Driver Academy e attualmente parte della Academy Alpine/Renault nonché protagonista del campionato F2, dove è attualmente secondo, ma preceduto dal rookie Oscar Piastri, anch'egli della Academy Alpine. Considerando che il cinese è alla sua terza stagione di F2, va da sé che gli occhi dei team principal della F1 dovrebbero spostarsi su Piastri piuttosto che su Zhou, ma il cinese (che comunque è un valido pilota) ha dalla sua un particolare pregio, che Vasseur non spiega: "Zhou sta facendo un buon lavoro in F2 e di sicuro è nella lista. Non è solo dovuto al fatto che è cinese. È un leader in F2, ha vinto alcune gare e penso che ogni singola squadra in F1 lo stia guardando". A dire il vero gli altri team di F1 non hanno mai seriamente preso in considerazione Zhou, solo l'Alfa Romeo in quanto, ecco il pregio particolare, porterebbe in dote un budget che pare valutato sui 30 milioni di dollari, come hanno riportato alcuni media nei giorni scorsi. Va anche detto che Zhou ha partecipato per la prima volta al primo turno libero di un GP, in Austria, con l'Alpine, nella foto sotto.



La candidatura di De Vries nel frattempo pare essere svanita in quanto pilota Mercedes e campione della Formula E per il costruttore tedesco. Toto Wolff ha dichiarato che lo vorrebbe nuovamente vedere nella serie elettrica. Sarebbe certamente stato imbarazzante per la Ferrari e il marchio Alfa Romeo ritrovarsi con due piloti nell'orbita Mercedes per il 2022. Ma in ogni caso, De Vries non avrebbe potuto garantire il budget che porterebbe Zhou. Svanisce anche la possibilità di un utilizzo dei motori Mercedes in luogo degli attuali Ferrari.

Davanti a tutto questo, Giovinazzi appare inerme e senza cartucce per replicare. Certo, dalla sua ha soltanto i risultati che può conseguire, ma a Monza dopo la brillantissima qualifica, replica di quella di Zandvoort dove poi in gara ha forato, ha commesso un errore al 1° giro che gli è costato carissimo. E questo di certo non aiuterà. Serviva un po' di calma, aveva già superato Carlos Sainz, perché attaccare subito anche Charles Leclerc rischiando non poco. Ma tant'è, Antonio dovrà giocarsi altre carte importanti nelle prossime corse, ma la situazione per lui appare piuttosto complicata considerando, come detto sopra, la situazione economica del team. La monoposto firmata da Jan Monchaux non è competitiva da un paio di anni e lui non può certo fare miracoli, ma tutti abbiamo visto in alcune gare precedenti come le scelte strategiche del team lo abbiano sempre sfavorito.



In tutto questo, rimane sotto traccia il proprietario vero del team , il ricco svedese Finn Rausing, nella foto sopra, che portò in squadra Marcus Ericsson nel 2015 rimanendovi poi fino al 2018. A quanto pare ha perso l'entusiasmo e la voglia di investire. Ultimamente giravano voci di un interesse di acquisto da parte di Michael Andretti, l'ex pilota americano che da anni gestisce con successo una propria squadra in Indycar e di recente anche nella Formula E sotto l'egida BMW. Ma in merito a queste voci non appare nulla di concreto e del resto Andretti potrebbe avere i mezzi per realizzare un team tutto suo anziché rilevarne uno già esistente. 

Nei prossimi giorni sapremo chi sarà il compagno di squadra di Bottas. Rimarrà Giovinazzi o arriverà Zhou? Oppure Vasseur stupirà tutti con la firma di un altro pilota presente nella sua personale lista?

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