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16 Apr 2009 [17:52]

Briatore inacidito: 'In testa un pensionato e un paracarro'

La Renault non è competitiva. Rispetto alla Red Bull, tanto per citare una delle monoposto prive del diffusore definito legale dalla FIA, è lontana. Ma Flavio Briatore cerca di confondere le acque facendo credere che la colpa della mancanza dei risultati ottenuti dalle R29 sia dovuta ai diffusori montati da Brawn, Toyota e Williams. La Gazzetta dello Sport ha riportato questa sua dichiarazione:

"È come se tornassi in Italia dopo un anno, comprassi il giornale e vedessi in testa alla classifica la Reggina, poi il Lecce, il Bologna, il Torino e dietro Inter, Juve e Milan... I piloti che sono nei nostri team sono stati e sono campioni del mondo e invece c'è un pilota che era quasi in pensione e un altro, un bravo ragazzo, ma che è un paracarro, che si giocano il Mondiale. Non so dove sia in tutto ciò la credibilità.

È impossibile recuperare la distanza che abbiamo da queste squadre. In tre o quattro Gran Premi il Mondiale sarà deciso, e non vedo l'interesse di tv e spettatori nel vedere un Gran Premio quando Button ha 60 punti, Nakajima 50 e un altro 80: meglio ascoltarlo per radio e vedere qualsiasi altra cosa"
.

Briatore dovrà giustificare ai vertici Renault come mai i suoi ingegneri, pagati profumatamente, non hanno avuto la stessa idea che ebbe quel tecnico di secondo piano della Honda, poi emigrato alla Toyota, di prevedere la realizzazione del diffusore. Sistema adottato dalla Brawn (ex Honda) e dalla Toyota, che poi lo ha girato alla Williams in quanto le fornisce i motori. Briatore dovrà anche giustificare come mai la segnalazione di Brawn di tanti mesi fa, quando sottolineò quel buco, è il caso di dire, nel regolamento passò inosservata. Forse perché la Honda che dirigeva era ultima e non destava preoccupazione?

Ora Briatore è inacidito. Non ammette che altre squadre al di fuori di McLaren, Ferrari e BMW non siano ai vertici (non includiamo in questo elenco la sua Renault, già in profonda crisi ormai da due anni), offende Jenson Button e Rubens Barrichello, piloti che non sono nel suo management e che quindi non considera in grado di poter ottenere qualche risultato. Soprattutto quel Button che lui aveva in Benetton tanti anni fa e che "sgridava" ad ogni occasione. A Briatore deve seccare parecchio il fatto di avere per le mani un campione come Alonso e di non essere in grado da ben due stagioni di fornirgli una monoposto in grado di lottare per il titolo iridato. E quindi, come è suo solito, getta fumo negli occhi di chi vuol essere accecato.

Massimo Costa
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