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13 Apr [9:24]

Cancellare la gara in Bahrain,
l'obiettivo di Mazepin per Imola

Jacopo Rubino - XPB Images

Il Gran Premio dell'Emilia Romagna sarà il secondo in Formula 1 per Nikita Mazepin, o forse il primo reale. Quello d'esordio in Bahrain per il pilota russo è stato tanto breve da diventare solo un amaro assaggio, o un "numero zero", come si usa dire nel gergo televisivo. A Imola l'obiettivo minimo, il più ovvio, sarà di raggiungere il traguardo e voltare pagina, accumulando chilometri preziosi di esperienza come non gli è stato possibile a Sakhir.

Quell'incidente in curva 3, ad appena 800 metri dal via, è stato l'epilogo di un weekend tutto in salita per l'alfiere della Haas, già protagonista di numerosi errori nelle precedenti sessioni. "Ero scattato bene, in curva 1 ho preso la traiettoria esterna, dopo curva 2 stavo cercando di evitare Mick (Schumacher, ndr), ma ho dato troppo gas a gomme fredde. Sono andato sul cordolo e mi sono girato. È stato completamente un mio sbaglio, molto deludente", ha ammesso il 22enne moscovita dopo il ritiro a Sakhir. "Sono dispiaciuto per la squadra, meritava di meglio".

Il 28 marzo doveva essere un giorno da ricordare, suo malgrado lo sarà negativamente, tanto che Mazepin l'ha definito "uno dei peggiori della mia vita". Un inizio del genere non lo ha certo aiutato a guadagnarsi la stima del pubblico, in buona parte diffidente per una condotta di guida in Formula 2 a volte sopra le righe e per i discutibili precedenti extra-pista.

Dopo il crash, però, il team principal Gunther Steiner ha fatto scudo. "Gli ho detto di tenere la testa alta e andare avanti, era molto deluso da se stesso. Ha esagerato, ma cercare il limite credo sia parte del suo carattere", ha raccontato il manager altoatesino, pronto a concedere una stagione di apprendistato alla sua nuova coppia di portacolori, a cui non si chiedono miracoli con una macchina mediocre. A Mazepin va riconosciuto di aver avuto poche chance di prepararsi, disputando con la Haas solo un giorno e mezzo di test, seppur in passato abbia effettuato prove F1 con Force India e addirittura Mercedes.

Dopo essere tornato a casa per questi giorni di pausa, ora c'è Imola alle porte. "Queste due settimane sono state importanti per riflettere su dove migliorare, e ovviamente ci sono numerosi aspetti considerando che sono un debuttante", ha commentato Nikita. Adesso ha qualche lezione in più nel proprio bagaglio, imparata anche a caro prezzo. Il circuito del Santerno, però, non lo conosce bene quanto quello del Bahrain: "Ci ho corso nel 2016 in Formula 3, in F1 cambierà molto e fare un po' di simulatore è stato importante". Essere un rookie significa anche questo.

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