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8 Giu 2021 [9:16]

Cedimenti gomme Pirelli a Baku:
la causa esterna non convince tutti

Jacopo Rubino - XPB Images

Max Verstappen rideva amaro: "La Pirelli darà la colpa ai detriti, ne sono certo". Anche questa volta, in effetti, l'azienda italiana monofornitrice in Formula 1 non ha escluso il fattore esterno quale origine dei cedimenti al pneumatico posteriore sinistro dell'olandese, che ha perso così la vittoria al Gran Premio dell'Azerbaijan, e di Lance Stroll. Entrambi sul rettilineo principale, con velocità molto elevate, entrambi molto pericolosi. "È probabilmente il peggior posto dell'anno dove può accadere. Ho pensato a chi sarebbe stato il prossimo", ha ammesso Sebastian Vettel, poi secondo al traguardo. Per fortuna nessun altro, ma forse Lewis Hamilton ha rischiato: sulla sua gomma posteriore sinistra è stato trovato un taglio.

Mario Isola, responsabile motorsport Pirelli, lo ha definito "abbastanza profondo ed esteso, di circa 6-7 centimetri". Il taglio era solo sul battistrada, non a livello di carcassa, ed è questo a far propendere la Pirelli verso l'ipotesi "fattore esterno" per i ritiri di Verstappen e Stroll. Che può essere un detrito sull'asfalto, ma anche un cordolo dalla conformazione sfavorevole o magari un tombino in un punto critico, ancor di più su un tracciato cittadino.

"Credo di escludere che i cedimenti siano stati per usura. La gomma posteriore sinistra non è la più sollecitata a Baku, lo è più la destra. Entrambi gli incidenti sono avvenuti circa nella stessa zona e con pochi giri di differenza, altre vetture a pari numero di giri e di pneumatici non hanno avuto problemi", ha sottolineato Isola. E fino all'inconveniente, neanche le gomme di Verstappen e Stroll avevano dato avvisaglie, come ad esempio vibrazioni anomale.

Va detto che la Pirelli, con le prime comunicazioni ufficiali, fatica a convincere i più scettici, memori di casi passati e quasi sempre attribuiti ai famigerati detriti o ad azzardi delle squadre su pressioni e strategie. Fra i dubbiosi spicca proprio Verstappen, che aveva patito qualcosa di simile lo scorso anno a Imola. "È difficile che siano stati i detriti, a ogni giro seguivamo le stesse traiettorie, perché volevamo la scia", ha insistito l'alfiere Red Bull. "Non ho avvertito nessuna vibrazione fino a quando, improvvisamente, sono andato a destra". Tra adrenalina e vittoria persa, a caldo la sua rabbia era evidente, con quel calcio dato alla ruota incriminata.

La Pirelli ha già avviato le analisi con l'obiettivo di consegnare un resoconto preciso in tempo per la prossima tappa a Le Castellet. "Rimaniamo pazienti e aspettiamo i risultati", è l'invito di Ross Brawn, direttore sportivo della F1. "La Pirelli ha lavorato duramente in inverno, e la Federazione ha fatto modifiche all'aerodinamica per avere più margine di sicurezza".

La riduzione del carico, agendo su fondo e diffusore, fu decisa in modo collettivo dopo i cedimenti al Gran Premio di Gran Bretagna 2020, con protagonisti Daniil Kvyat, Carlos Sainz, Valtteri Bottas e lo stesso Hamilton. Casualità o no, non sono stati però gli ultimi.
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