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7 Giu 2021 [16:33]

Momentaccio Mercedes,
molte cose da sistemare

Jacopo Rubino - XPB Images

7 punti in due gare: numeri da team comprimario, che non ti aspetteresti dalla Mercedes dominatrice della Formula 1 dal 2014. L'accoppiata Monaco-Azerbaijan, con due circuiti cittadini, si è invece rivelata infausta per la squadra campione del mondo, schiacciata nel confronto diretto con la Red Bull a causa di una vettura poco efficace, ma anche di errori umani e imprevisti. La corrazzata di Brackley si sta scoprendo vulnerabile, forse come non era mai accaduto in questi anni.

Lewis Hamilton a Baku ci aveva messo del suo, per salvare un weekend nato in salita sin dalle prove libere del venerdì: dopo il ritiro di Max Verstappen, un regalo della sorte, avrebbe persino potuto vincere se alla ripartenza avesse superato Sergio Perez. Invece è andato clamorosamente lungo alla prima curva, proprio lui che in radio, negli istanti precedenti, aveva detto "questa è una maratona, non uno sprint", riferendosi alla lotta per il titolo. Il britannico è stato tradito da un parametro sbagliato di gestione frenata, attivato sul volante in modo accidentale. E così, dal conquistare 18 punti potenziali (o magari 25), Hamilton è precipitato nei bassifondi del gruppo, dove già annaspava un Valtteri Bottas irriconoscibile. La Mercedes non chiudeva a mani vuote da 55 Gran Premi: l'ultima volta nel 2018 in Austria, con un doppio ritiro per guasti tecnici.

"A Baku siamo stati in posizione di vincere solo perché Max ha sbattuto", ha comunque riconosciuto il team principal Toto Wolff. "Qui e a Monaco non avevamo una macchina competitiva, semplice. In rettilineo eravamo più veloci, ma nel settore centrale (quello più stretto e guidato, ndr) soffrivamo tantissimo. Ci sono dei problemi di base, non portiamo le gomme nella finestra giusta di utilizzo. Siamo consapevoli di questo difetto e di avere uno svantaggio".

Sui tracciati permanenti, come teme proprio l'avversario Verstappen, la W12 potrebbe tornare su standard più adeguati alle aspettative. Ma forse è ricomparso qualcuno degli spettri visti a marzo, durante i complicati test invernali in Bahrain. "Se vogliamo vincere questo Mondiale dobbiamo tornare al massimo livello, dando ai piloti una macchina competitiva", ha insistito Wolff. E ci sono altre questioni da risolvere in fretta: il Bottas visto in Azerbaijan non è utile alla causa iridata, ma sempre il finlandese era secondo a Montecarlo, quando è stato costretto al ritiro per il problema al pit-stop con il dado ruota. "Ci sono molte cose che non stanno filando lisce come negli anni passati", ha confermato Wolff. "Non possiamo continuare a perdere punti in questo modo, per noi non è accettabile".

A Le Castellet, prossima tappa nel calendario F1, la Mercedes deve subito tornare sulla strada giusta: la Red Bull rischia davvero di scappare.
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