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20 Dic 2017 [16:38]

Chi rema contro Liberty Media?
Brown: "La direzione presa è giusta"

Massimo Costa - Photo 4

Liberty Media sotto attacco? È senza dubbio complicato il lavoro che stanno svolgendo Sean Bratches, Ross Brawn, Chase Carey per cercare di plasmare la F.1 a loro piacimento, per renderla più appetibile agli spettatori, sia in pista sia davanti alla televisione, per attrarre nuovi investitori e nuove squadre, per esplorare inedite località dove portare i Gran Premi. Un lavoro non facile, che già durante il 2017 ha dato i primi frutti con una serie di belle iniziative che hanno ravvivato il paddock e le giornate dei weekend F.1 non solo all'interno dei circuiti. L'ostacolo più grande che Liberty Media sta incontrando è sulle future regole tecniche e sulla divisione dei soldi team per team nonché sulla riduzione del montepremi causa investimenti in altri settori.

Come era facile immaginare, tutti pensano al loro orticello, alla loro azienda, e nessuno vuole rinunciare a diritti e favori acquisiti con la precedente gestione di Bernie Ecclestone. Non basterebbero mille righe per descrivere quanto di buono costruito dall'ex boss della F.1, ma non ne basterebbero altre mille per raccontare gli errori, le storture create da un sistema assolutamente dittatoriale fatto di ricatti (leggi circuiti e televisioni tanto per fare un esempio) e completamente fuori dalla realtà contemporanea per quanto riguardava la comunicazione e le sue nuove tecnologie, tanto che la F.1 rispetto ad altri sport altrettanto popolari appariva primitiva.

Liberty Media sta cercando di cambiare proprio le storture create dal precedente sistema, ma incontra non pochi ostacoli. Recentemente Christian Horner della Red Bull non aveva mancato di rilevare il proprio disaccordo sulla riduzione del montepremi e sulla divisione economica squadra per squadra, Sergio Marchionne passa il tempo a minacciare l'uscita della Ferrari dalla F.1 se questa prenderà la via paritaria stile Nascar, Toto Wolff della Mercedes non vede di buon occhio cambi regolamentari che coinvolgono i motori e così via.

Sembra quasi che dietro a tutto ciò vi sia una regia occulta di personaggi ancora vicini a Ecclestone. Il quale non manca mai di rilasciare velenose e ironiche dichiarazioni alla stampa inglese prendendo di mira Liberty Media. Anche nel biglietto di auguri natalizi Ecclestone con una vignetta è riuscito a rendere ridicolo l'operato di Carey e Bratches. Si leggono dichiarazioni strane di tanto in tanto, una di queste coinvolge Flavio Briatore il quale ha sottolineato come ad Abu Dhabi il paddock fosse privo di glamour. Esternazione non propriamente corretta considerando il via via di personaggi visti a Yas Marina e la serie di eventi creati attorno al circuito. E non va dimenticato come Briatore per anni, nell'era Ecclestone, come un disco rotto avesse ripetuto la litania dei paddock vuoti. Chi ancora vede in un uomo seppur geniale, ma di 87 anni, il futuro della F.1 forse dovrebbe fermarsi a riflettere un attimo.

Dalla parte di Liberty Media sono i non top team, dalla Force India in giù. Il direttore esecutivo della McLaren Zak Brown ha invitato i team di Formula 1 a sostenere Liberty Media sulla scia di una riduzione del montepremi nel 2017. Chase Carey ha sottolineato che non ci sono "pranzi gratuiti" e che l'attuale approccio di Liberty Media pagherà dividendi negli anni a venire. Brown ha appoggiato l'approccio di Liberty, e ritiene che altre squadre debbano adottare una posizione più costruttiva.

"Vogliamo che ci sia il maggior montepremi possibile", ha detto Brown. "Sapevamo che ci sarebbe stato qualche investimento e penso che alcune persone si stiano eccitando un po' troppo. Liberty è arrivata nemmeno da un anno, ha comprato qualcosa che aveva molti elementi spezzati e non ha intenzione di riparare una gamba rotta in due settimane. Penso che la direzione presa sia quella giusta come le loro intenzioni. Ci vorrà un po 'di tempo e penso che dobbiamo dare loro supporto ed essere un po' meno critici e più costruttivi. C'è molta eccitazione attorno alla F.1, ascolti televisivi in aumento, presenze dal vivo più massicce, e c'è una visione strategica da parte della nuova proprietà. C'è un progetto dietro la Formula 1 e non lo si può non capire".

Nella foto, Brown e Boullier della McLaren con Brawn di Liberty Media
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