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23 Ago 2019 [14:00]

Chicane strette sotto accusa
FIA e FE studiano nuove soluzioni

Alessandro Bucci

Non è un mistero che molti degli incidenti che si verificano in occasione delle gare di Formula E avvengano all'ingresso o all'interno delle strette chicane, vero e proprio trademark di molti tracciati della seria full-electric e, in taluni casi, poste poche centinaia di metri dopo il via.

Considerando gli incidenti a catena verificatisi nella stagione 5 (tra i più clamorosi e recenti a Roma, Berna e New York), l'elettro-show e la FIA sono attualmente al lavoro per trovare una soluzione alternativa onde evitare l'accatastarsi di vetture che, oltre a momenti di pericolo, ha generato anche momenti tragicomici.

Tra i motivi principali che hanno causato i sopracitati incidenti la maggiore lunghezza delle vetture Gen2 rispetto alle precedenti monoposto viste dal 2014 al 2018, oltre ad esigenze di layout dovute all'assenza di tracciati permanenti, essendo le piste tutte ricavate all'interno di importanti città. Il direttore di gara della FE, Scot Elkins, ha recentemente affermato che, episodi simili a quello verificatisi a Berna (carambola alla prima curva con una decina di vetture coinvolte, alcune delle quali rimaste incastrate in traiettoria causando la bandiera rossa), non dovranno ripetersi e che, a tal proposito, FIA e FE sono al lavoro per studiare nuove soluzioni.

Un elemento complesso da affrontare quando si parla di tracciati di Formula E è la combinazione tra lo start e i punti della pit-lane. In molti dei circuiti in calendario l'ingresso e l'uscita della pit-lane non combaciano infatti con la linea dello start. I regolamenti, sostanzialmente, prevedono che la partenza sia sempre compresa tra i punti 1 e 2 (entrata uscita pit lane), ma che possa anche non corrispondere con uno di questi. La conformazione dei tracciati, dovendo forzatamente tenere conto degli spazi agibili nelle città, non consente soluzioni standard e il verificarsi di strette chicane in punti infelici è una conseguenza talvolta inevitabile.