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1 Mar 2005 [14:33]

Ferdinando Monfardini spiega la nuova GP2

Ferdinando Monfardini è il secondo pilota italiano al via della nuova Formula GP2. La scorsa settimana, nei test del Le Castellet, il mantovano ha saggiato la Dallara-Mecachrome della Durango:

«Con una sola vettura a disposizione di ciascun team e senza ricambi non ho potuto girare moltissimo, ma il test si è rivelato comunque sufficiente per intuire le grosse potenzialità della macchina. Come del resto le caratteristiche che la rendono parecchio diversa dalla precedente monoposto di F.3000 e sulle quali dovrò accumulare una maggiore esperienza. Mi riferisco alla gestione dell’elettronica. di cui la Dallara-Mecachrome di Gp2 è piena zeppa, ai freni in carbonio, allo sfruttamento dell’effetto suolo e alle gomme scanalate, pressoché identiche a quelle utilizzate in F.1».

- Non sono mancati i problemi tecnici che hanno colpito un po' tutti i team.

«Naturalmente avremmo dovuto provare più a lungo, ma tutto sommato non mi lamento. Ci sono squadre che si sono affacciate in pista meno di noi, segno evidente che ciascuno ha avuto a che fare con problemi di varia natura. Ciò nonostante credo di aver acquisito una discreta padronanza del mezzo e compiuto pure qualche passaggio piuttosto veloce. Il primo giorno non ho girato, dopo il briefing mattutino potevamo sfruttare soltanto quattro ore di sole nel pomeriggio. Ma dopo una ventina di giri il mio compagno di squadra Piccione ha lamentato noie al differenziale. Così la squadra ha dovuto interrompere il test per evitare guai maggiori. Poi finalmente giovedì 24 febbraio ho potuto compiere i primi giri anche se senza alcun riferimento cronometrico preciso perché ho girato ad intermittenza».

- Che impressione hai potuto ricavare dalla GP2?

«Il passo avanti compiuto a livello tecnologico dalla categoria inferiore alla sola F.1 è davvero notevole ed è dunque logico che le vetture necessitino di un lungo lavoro di sviluppo. Nei curvoni a più ampio raggio l’effetto suolo consente di tenere giù il piede sull’acceleratore e di scavare un gap evidente nei confronti della monoposto che guidavo lo scorso anno. Non trascuriamo, poi, l’incremento di potenza, passato ad oltre 600 cavalli. Ma più in generale, direi che soltanto a stagione iniziata, dopo il lavoro di svezzamento in pista a cui siamo destinati io e i miei colleghi, riusciremo a comprendere definitivamente il salto di qualità che l’attuale Gp2 rappresenta nei confronti della F.3000. Il terzo giorno di prove ho cercato di migliorare ulteriormente il feeling con la vettura, riuscendovi. A tal proposito, il prossimo test è fondamentale, di nuovo a Le Castellet, dall’8 al 10 marzo».
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