14 Giu [10:25]

Ferrari: niente appello post-Canada,
ma diritto di revisione dell'episodio

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Jacopo Rubino - Photo4

Niente appello, che sarebbe stato quasi sicuramente rigettato, ma non è marcia indietro: la Ferrari prova un approccio differente per far valere le sue ragioni sulla penalità di 5" costata a Sebastian Vettel la vittoria in Canada. La scuderia di Maranello ha infatti deciso di ricorrere al "diritto di revisione" del verdetto dei commissari, illustrato dall'articolo 14.1.1 del regolamento sportivo FIA.

Secondo questa norma, la presenza di nuovi elementi relativi a un determinato episodio, non disponibili inizialmente, può portare a modificare la decisione espressa dagli stewards. Il team principal Mattia Binotto lo ha confermato ufficialmente in una intervista alla Rai: "Stiamo cercando di portare nuovi elementi per una decisione diversa. Vedremo in quale forma, ma sicuramente ci stiamo dando da fare". La scuderia di Maranello ne fa, forse, anche una questione politica per far sentire il proprio peso. "Riguardando le immagini e i dati a nostra disposizione siamo convinti di aver ragione. Sebastian ha commesso un errore nell'uscire di pista, però credo che dopo abbia solo tentato di recuperare la vettura e tornare in pista nel modo più sicuro possibile", ha ribadito Binotto. E su Vettel, ha aggiunto: "Credo che ne esca più forte di prima".

Ci saranno 14 giorni giorni di tempo per procedere, a partire dalla classifica finale della gara di Montreal: il termine scade quindi domenica 23 giugno, in coincidenza con il prossimo GP in Francia. Toto Wolff della Mercedes, magari provocatoriamente, ha però fatto notare: "La penalità non può essere annullata. Nel caso peggiore, i commissari analizzando i dati potrebbero ritenere necessaria anche una sanzione più elevata".

Cosa già evitata, come spiegato da Hans-Gerd Ennser, uno dei membri del pannello giudicante di domenica scorsa: "Le penalità di 5" è la più lieve per questa infrazione, avrebbe potuto essere di 10, 20 o persino uno stop and go", ha dichiarato al quotidiano Kleine Zeitung. Ma quello sarebbe stato francamente troppo. Il belga Mathieu Remmerie, un altro degli stewards, ha sottolineato: "Le regole sono quelle che sono, e siamo qui per applicarle". Alex Wurz, presidente dell'associazione piloti, la GPDA, ha del resto messo in evidenza: "Vogliamo regole per qualsiasi cosa, siamo arrivati a questo".

Si è invece preferito non punire Vettel per i comportamenti dopo il traguardo, quando ha platealmente evitato di parcheggiare la macchina in parco chiuso e ha poi scambiato i pannelli del 1° e 2° posto. "Abbiamo ritenuto di non imporre altre misure, a causa delle forti emozioni e della grande pressione a cui era sottoposto Vettel", ha aggiunto Ennser. Binotto ha comunque preso le difese del suo portacolori: "La sua reazione in quel momento è stata comprensibile, e quindi anche apprezzabile".

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