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16 Ott 2016 [10:20]

Fuji - Gara
Toyota spezza l'incantesimo

Marco Cortesi

Qualcosa si è messo a posto oggi al Fuji, nel round giapponese del Mondiale Endurance. Davanti al pubblico di casa, la Toyota è tornata alla vittoria dopo Bahrain 2014 al termine di una lotta alla pari con i rivali diretti. Dopo i cuori spezzati di Le Mans, impossibili comunque da lasciare alle spalle, il veloce tracciato della prefettura di Shizuoka ha quantomeno rappresentato un cerotto sulla ferita per il costruttore delle tre ellissi ed i suoi piloti. Al termine di una lunga rincorsa finale, Kamui Kobayashi ha tagliato il traguardo in prima posizione sulla TS-050 numero 6 divisa con Stephane Sarrazin e Mike Conway.

Decisiva è stata la scelta di non montare gomme nuove nel corso dell’ultimo stint: nonostante le difficoltà con le coperture vecchie di Kobayashi, e lo straordinario recupero di un Loic Duval eccezionale nel traffico, non c’è stato nulla da fare per il francese e per i compagni Jarvis e Di Grassi. La Toyota è stata davanti per un solo stint (quello più importante) con una decisione presa al momento giusto. Alla casa di Ingolstadt la vittoria è sfuggita di nuovo nonostante una R18 rivelatasi ancora complessivamente più veloce, e a giocare contro è stata anche la differente capacità del serbatoio che ha dato a Wolfgang Ullrich e ai suoi meno profondità strategica. In altre parole, meno opzioni a disposizione. A complicare la situazione, il problema al sistema ibrido che ha messo fuori combattimento l'altra R18.

Terzo posto per la prima delle Porsche, quella di Mark Webber, Timo Bernhard e Brendon Hartley. La top-5 è stata completata dalla TS050 di Davidson-Buemi-Nakajima e dalla 919 Hybrid di Jani-Dumas-Lieb, comunque comodamente al vertice della classifica, considerato anche l’avvicendamento per il secondo posto che ha visto prevalere proprio la Toyota vincente in Giappone.

In LMP2, la sfida per il successo è stata decisa da un’intensa battaglia finale che ha visto protagonisti Will Stevens, sull’Oreca del team G-Drive, e Bruno Senna, sulla Ligier di casa RGR Sport by Morand. Il britannico ha prima tentato un sorpasso in rettilineo, venendo spinto verso l’interno dal rivale. In una decisione controversa, la direzione gara l’ha poi costretto a restituire la posizione per aver oltrepassato nel tentativo i limiti della pista. Stevens non si è arreso ed è riuscito di nuovo ad avere ragione del rivale prevalendo con Roman Rusinov e Alex Brundle. Al terzo posto, ottimo risultato per l’Oreca Signatech con Lapierre-Menezes-Richelmi, che continuano a condurre in classifica e restano i favoriti per la conquista della corona. Quarto posto per Antonio Giovinazzi, Giedo Van Der Garde e Sean Gelael.

Non c’è stato scampo in GTE-Pro: le due Ford GT del team Ganassi hanno dominato. Vittoria per Andy Priaulx ed Harry Tincknell davanti a Stefan Mucke ed Olivier Pla: quest’ultimo ha rischiato grosso finendo in testacoda dopo un problema in doppiaggio, ma è riuscito a chiudere secondo. Appaiate al terzo e quarto posto, separate di soli 8 secondi tra loro, le due Ferrari 488 con Bruni-Calado e Bird-Rigon. In difficoltà le due Aston Martin dopo gli aggiustamenti di BoP dei due ultimi round. Quinti e doppiati Marco Sorensen e Nicki Thiim, ma sempre al comando del campionato. In GTE-Am non c’è stata storia: dopo la decisione di tornare alle gomme Michelin dello scorso agosto, l’Aston Martin 2015 di Paul Dalla Lana, Mathias Lauda e Pedro Lamy è risultata nuovamente ipercompetitiva. Tuttavia col secondo posto, Perrodo-Collard-Aguas su Ferrari mantengono la vetta della categoria.

Da segnalare il successo solitario della Rebellion tra i (due) privati della LMP1. Solo la vettura della compagine svizzera ha visto il traguardo, con 15 giri di distacco.

Domenica 16 ottobre 2016, gara

1 - Sarrazin/Conway/Kobayashi (Toyota TS050) – Toyota - 244 giri
2 - Di Grassi/Duval/Jarvis (Audi R18) – Audi - 1"439
3 - Bernhard/Webber/Hartley (Porsche 919) – Porsche - 17"339
4 - Davidson/Buemi/Nakajima (Toyota TS050) – Toyota - 53"779
5 - Dumas/Jani/Lieb (Porsche 919) – Porsche - 1 giro
6 - Tuscher/Kraihamer/Imperatori (Rebellion R-One/AER) – Rebellion - 15 giri
7 - Rusinov/Brundle/Stevens (Oreca 05-Nissan) – G-Drive - 21 giri
8 - Gonzalez/Albuquerque/Senna (Ligier JSP2-Nissan) – RGR - 21 giri
9 - Menezes/Lapierre/Richelmi (Oreca 05-Nissan) – Alpine - 21 giri
10 - Giovinazzi/Van Der Garde/Gelael (Ligier JSP2-Nissan) – ESM - 21 giri
11 - Dalziel/Derani/Cumming (Ligier JSP2-Nissan) – ESM - 22 giri
12 - Kane/Williamson (Ginetta 015S-Nissan) – Strakka - 22 giri
13 - Rao/Bradley/Merhi (Oreca 05-Nissan) – Manor - 22 giri
14 - Minassian/Mediani/Aleshin (BR01-Nissan) - SMP Racing - 22 giri
15 - Cheng/Tung/Chatin (Oreca 05-Nissan) – Alpine - 23 giri
16 - Petrov/Ladygin/Shaitar (BR01-Nissan) - SMP Racing - 24 giri
17 - Priaulx/Tincknell (Ford GT) – Ganassi - 32 giri
18 - Mücke/Pla (Ford GT) - Ganassi - 32 giri
19 - Bruni/Calado (Ferrari 488) - AF Corse - 32 giri
20 - Rigon/Bird (Ferrari 488) - AF Corse - 32 giri
21 - Thiim/Sørensen (Aston Martin Vantage) - Aston Martin Vantage - 33 giri
22 - Stanaway/Turner (Aston Martin Vantage) - Aston Martin Vantage - 33 giri
23 - Lietz/Christensen (Porsche 911) – Proton - 34 giri
24 - Dalla Lana/Lamy/Lauda (Aston Martin Vantage) - Aston Martin Vantage - 36 giri
25 - Perrodo/Collard/Aguas (Ferrari 458) - AF Corse - 37 giri
26 - Ried/Henzler/Camathias (Porsche 911) – KCMG - 38 giri
27 - Wainwright/Carroll/Barker (Porsche 911) - Gulf Racing - 39 giri
28 - Al Qubaisi/Heinemeier Hansson/Long (Porsche 911) – Proton - 44 giri
29 - Graves/Lynn/Nakano (Oreca 05-Nissan) – Manor - 54 giri
30 - Yamagishi/Ragues/Taylor (Corvette Z06) – Larbre - 72 giri
31 - Trummer/Webb/Kaffer (CLM P1/01-AER) – ByKolles - 165 giri
32 - Fässler/Lotterer/Tréluyer (Audi R18) – Audi - 208 giri

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