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26 Ago 2010 [17:09]

Gp del Belgio – Anteprima
Sulle ali del rischio

È forse la pista più bella del mondiale, un tracciato genuino e storico, nato negli anni ’20 dall’unione delle tre strade che collegavano i paesi di Francorchamps, Marmedy e Stavelot, non dalla penna omologata di qualche architetto che ha come carta bianca il deserto. Un luogo magico che trasuda rischio, leggenda e fascino, sul quale il Circus arriva con il solito melting pot di emozioni e speranze e dal quale potrebbero uscire verdetti importanti per l’esito del campionato 2010.

METEO CAPRICCIOSO - Il meteo, come capita spesso nelle Ardenne, è abbastanza incerto per il week-end – pioggia e sereno dovrebbero alternarsi lungo i 7 chilometri della pista - e questo potrebbe aggiungere ulteriore incertezza alla gara. Sui lunghi rettilinei “da pelo”, sulle salite e sui curvoni di Spa, sulla mitica Eau-Rouge, la favorita apparentemente è la Ferrari, vincitrice delle ultime tre edizioni del GP del Belgio e che nel weekend fra l’altro inauguerà un diffusore ancora più performante.

LA ROSSA CI SPERA - Fernando Alonso, che punta alla prima vittoria in carriera in Belgio, ha già suonato la carica dell’ottimismo, e medita di continuare qui la sua “remontada” verso un titolo che crede ancora possibile (“da qui a fine stagioni ci aspettano 7 finali”), mentre proprio per le stesse ragioni alla Red Bull ci sono facce preoccupate: la natura del tracciato, anche se sia Vettel sia Webber si sono detti “impazienti” di correre a Spa, poco si adatta alle caratteristiche della vettura e soprattutto del motore Renault.

LA FIA AUMENTA I CONTROLLI - La McLaren arriva in Belgio dopo un frenetico lavoro e sperando, dopo le delusioni dell’Hungoraring, di riavvicinarsi alle due grandi rivali. Il nuovo upgrade tecnico è previsto per Singapore, ma quelli di Woking sono convinti che la gara per il titolo rimarrà aperta fino alla fine del campionato. Durissima anche la battaglia sul piano dei regolamenti: dopo le prestazioni da urlo della Red Bull a Budapest che hanno fatto gridare allo scandalo McLaren e Mercedes, la FIA proprio da Spa inaugurerà nuovi e più pesanti (in tutti i sensi) test per impedire ai team di barare sulla flessibilità delle ali anteriori: il carico a cui l’ala dovrà resistere senza flettersi passa da 50 a 100 chili.

F-DUCT PER KUBICA - Per quanto riguarda i team inseguitori, Robert Kubica si è detto convinto che le chance della Renault di ben figurare in Belgio dipenderanno dal funzionamento del suo debuttante sistema F–duct, e la Williams sperimenterà nuove ali sia all’anteriore sua al posteriore. C’è ottimismo alla Sauber e alla Virgin, mentre la Force India dubita di poter ripetere l’exploit dello scorso anno anno, quando a Spa Fisichella conquistò la prima pole della storia per la scuderia indiana e lottò poi in gara per la vittoria con Raikkonen.

RUBENS FA 300 - E mentre la Ferrari si appresta a dare battaglia sul piano legale se la Fia deciderà di penalizzarla per i “giochi proibiti” di Hockenheim, e Barrichello è pronto a festeggiare il suo 300 Gp (in realtà sono 298, perché in due gare del 2002 Rubens non ha preso il via) dopo aver almeno formalmente accettato le scuse di Schumi per la manovra da brivido dell’Hungaroring, proprio Michael, uno dei grandi specialisti di Spa, ha fatto sapere che prima di ritirarsi definitivamente vuole vincere almeno un altro titolo mondiale. “Con la Red Bull Michael già adesso lotterebbe per il titolo”, ha dichiarato Bernie Ecclestone. Ma con i se e con i ma non si fa la storia. Neppure quella minima della della F.1.

Stefano Semeraro
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