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28 Mar 2014 [12:56]

Grosjean, più forte grazie alla psicologa

Stefano Semeraro

Dietro il “nuovo” Romain Grosjean, più maturo, più affidabile, più sicuro nell’affrontare ostacoli difficili ad esempio come quello di un inizio di stagione davvero travagliato, vedi anche prove libere odierne a Sepang, c’è una psicologa, Meriem Salmi, che lo accompagna ormai da due anni e che in passato è stata a fianco del plurimedagliato francese del judo, Teddy Riner.

«E’ stato dopo il GP di Spa, nel 2012 (una gara molto amara per Grosjean, che dopo l’incidente in partenza con Hamilton fu sospeso per una corsa e multato di 50 mila euro, ndr), ero all’INSEP (l’equivalente del nostro Isef, ndr) e insieme al mio preparatore fisico mi sono imbattuto in lei, che stava lasciando il suo incarico. C’è stato subito feeling e da allora non ci siamo più lasciati. Ho iniziato a trarre i frutti della nostra collaborazione l’anno dopo, all’indomani del GP di Singapore. Meriem mi disse: devi essere più aggressivo, e la partenza in Corea andò benissimo. Ma prima era stata dura. Nel 2012, dopo Spa, dopo Suzuka, tutti dicevano che non avevo testa, mi hanno massacrato. Non so neppure come ho fatto a schierarmi per certe partenze, avevo le gambe che non mi tenevano in piedi».

A L’Equipe il driver svizzero-francese ha raccontato di come si svolge il loro lavoro, attraverso un debriefing dopo la gara e una preparazione a quella successiva. «Miriem mi ha insegnato ad avere un approccio diverso. Oggi non mi preoccupo più di tante cose nel weekend di gara. Penso diversamente. E soprattutto ho imparato ad avere più fiducia in me e a badare meno a quello che dicono gli altri. E’ un processo che mi ha dato più strumenti e che mi permetterà di essere un atleta migliore, ma anche un padre o un marito migliore. Anche se per ora voglio continuare a fare il pilota».

Grosjean e la Salmi si vedono due o tre volte al mese, e a volte anche attraverso Skype quando il pilota della Lotus è alle gare. «Romain ha imparato a capire meglio quali sono le sue forze e quali le sue debolezze, i suoi limiti. Il supporto psicologico nello sport di alto livello è fondamentale se si vuole essere capaci di adattarsi in continuazione alle situazioni».
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