Michele Montesano
A dieci anni dall’ultima affermazione, la
Mercedes è tornata sul gradino più alto della
24 Ore del Nürburgring. Sul traguardo della 54ª edizione della maratona del Nordschleife, davanti a oltre 352.000 spettatori, a imporsi è stata la Mercedes AMG GT3 del
Winward Team Ravenol affidata a
Maro Engel, Luca Stolz, Fabian Schiller e Maxime Martin, protagonisti di una gara praticamente perfetta che ha riportato la Casa della Stella al successo per la prima volta dal 2016.
La marcia si avvicinamento alla 24 Ore del Nürburgring non era iniziata con i giusti auspici per la Mercedes del Winward. La
AMG GT3 era infatti
partita solamente venticinquesima dopo l’incidente di Engel nel Top Qualifying del venerdì, con il team costretto a lavorare fino a tarda notte per ricostruire la vettura in tempo per il via. Da quel momento, però, la corsa del quartetto è stata quasi impeccabile. In un’edizione caratterizzata da pioggia, neutralizzazioni e continui colpi di scena, la Mercedes è stata praticamente
l’unica GT3 di vertice a evitare penalità e problemi tecnici.
Eppure la
vittoria sembrava destinata all’altra Mercedes, quella schierata sempre dal Winward Racing ma sotto le insegne del Verstappen Racing. La AMG GT3 di
Daniel Juncadella, Max Verstappen, Jules Gounon e Lucas Auer aveva preso il comando nella serata di sabato e per gran parte della notte aveva controllato il gruppo. Verstappen, al debutto nella classica endurance dell’Eifel, si era reso protagonista anche di un duello serrato con Engel, per poi estendere il vantaggio a quasi 30 secondi nella mattinata della domenica.
Sembrava l’inizio di una cavalcata verso una clamorosa doppietta per Mercedes e Winward quando, a
poco più di tre ore dalla bandiera a scacchi, c’è stato un vero e proprio
colpo di scena. Appena salito in macchina, dopo un doppio stint di Verstappen, Juncadella ha iniziato a rallentare improvvisamente. Il primo sospetto è ricaduto su un problema all’ABS, di origine elettrica, ma i controlli ai box hanno evidenziato la
rottura della trasmissione e ulteriori danni al retrotreno.
Nonostante la Mercedes AMG GT3 sia, di fatto, uscita dalla lotta per la vittoria, team e piloti hanno comunque scelto di ripararla e riportarla in pista nel finale. Il trentottesimo posto sotto la bandiera a scacchi è da leggere come omaggio ai tanti tifosi accorsi per seguire il debutto nel mondo dell’endurance del campione del mondo di Formula 1 Verstappen.
Engel ha quindi tagliato per primo il traguardo, conquistando per la seconda volta in carriera la 24 Ore del Nürburgring. Il tedesco aveva già vinto dieci anni fa proprio nell’ultima affermazione Mercedes. Stolz, invece, ha aggiunto il primo successo assoluto dopo diversi piazzamenti sul podio. Schiller ha migliorato il secondo posto conquistato nel 2022, mentre Martin ha corona finalmente una lunga rincorsa iniziata con il successo di classe del 2018 e costellata da quattro secondi posti assoluti.
Nelle ultime due ore, la lotta si è quindi spostata alle spalle della vettura vincitrice. A conquistare il
secondo posto è stata la
Lamborghini Huracán GT3 del team ABT con
Mirko Bortolotti, Luca Engstler e Patric Niederhauser, autori di una straordinaria rimonta. La loro gara era infatti iniziata nel peggiore dei modi, con Juncadella che aveva colpito il posteriore sinistro della Lamborghini alla prima curva provocando una foratura già nel primo giro.
Da quel momento il trio del Toro ha costruito una rimonta costante sfruttando l’ottimo ritmo della Huracán. Nel finale, però, si è palesato il rischio di perdere il podio a causa di una penalità di 86 secondi inflitta per violazione del regime di Code 60. Il team ABT ha quindi informato Bortolotti che, incurante della pioggia nonostante le gomme slick, ha impresso un ritmo indiavolato per creare un margine sufficiente sugli inseguitori.
Mattia Drudi ha infatti provato fino all’ultimo un recupero con l’
Aston Martin Vantage GT3 del Walkenhorst Motorsport, condivisa con
Christian Krognes e Nicki Thiim. L’italiano aveva scelto pneumatici intermedi per l’ultimo stint guadagnando secondi preziosi sotto la pioggia delle ultime fasi. Il sorpasso sembrava possibile, ma una neutralizzazione Code 60 sull’ultimo giro nel rettilineo del Döttinger Höhe ha rallentato l’Aston Martin e permesso alla Lamborghini di mantenere il secondo posto con appena 16 secondi di margine. Il terzo posto ha comunque rappresentato il miglior risultato di sempre alla 24 Ore del Nürburgring per Aston Martin.
Quarta posizione per la
BMW M4 GT3 del ROWE Racing con
Dan Harper, Max Hesse, Sheldon van der Linde e Dries Vanthoor. L’equipaggio ha recuperato dopo un testacoda di Harper nel primo giro e ha salvato il risultato per BMW, soprattutto dopo il ritiro anticipato della vettura numero 1, vincitrice nel 2025, fermata da un problema al rifornimento.
Quinta assoluta e vittoria nella classe SP-X per la sorprendente
BMW M3 Touring 24H di Jens Klingmann, Ugo de Wilde, Connor De Phillippi e Neil Verhagen. La station wagon tedesca per diversi momenti ha persino lottato con le Mercedes di testa, mostrando prestazioni sorprendenti grazie a un’aerodinamica molto efficace.
Solamente
sesta la migliore Porsche 911 GT3 R.
Laurin Heinrich, Laurens Vanthoor e Ricardo Feller hanno cercato di mantenere alto il vessillo di Weissach dopo che le speranze del Manthey Racing si erano spente già nelle prime ore, quando Kevin Estre era finito contro le barriere a Brünnchen dopo aver perso il controllo su una chiazza d’olio. Nel corso della notte erano poi arrivate anche le uscite delle Porsche Falken e Dunlop, entrambe coinvolte in incidenti nel traffico.
Settimo posto per la
Ford Mustang GT3 di Christopher Mies, Dennis Olsen, Frederic Vervisch e Frank Stippler, rallentata sia da una foratura che da una penalità. Ottava la Porsche del Dinamic GT di Michael Christensen, Joel Sturm, Bastian Buus e Loek Hartog, mentre la vettura gemella è andata incontro a un finale amarissimo quando Alessandro Ghiretti è finito contro le barriere nell’ultima ora provocando anche un incendio.
A completare la top-10 sono state la BMW dello Schubert Motorsport dell’equipaggio composto da Philipp Eng, Charles Weerts, Robin Frijns e Marco Wittmann e la
Porsche del Losch Motorsport by Black Falcon con Daan Arrow, Patrick Assenheimer, Tobias Mueller e Dylan Pereira, vincitrice della classe SP9 Pro-Am. La categoria SP9 Am è andata invece alla Porsche del Black Falcon Team EAE con Gabriele Piana, Mike Stursberg, Thomas Kiefer e Mustafa Mehmet Kaya.
L'ordine d'arrivo della 24 Ore del Nürburgring 2026 (top-20)
1 - Engel-Stolz-Schiller-Martin (Mercedes-AMG GT3) - Winward - 156 giri - 24h05'27"664
2 - Engstler-Bortolotti-Niederhauser (Lamborghini Huracan GT3) - Abt - 2'12"311
3 - Krognes-Drudi-Thiim (Aston Martin Vantage GT3) - Walkenhorst - 2'28"750
4 - Harper-Hesse-S.Van der Linde-Vanthoor (BMW M4 GT3) - Rowe - 2'46"074
5 - Klingmann-de Wilde-de Phillippi-Verhagen (BMW M3 Touring 24h) - BMW - 4'43"814
6 - Heinrich-L.Vanthoor-Feller (Porsche 911 GT3) - Lionspeed - 7'50"506
7 - Buus-Christensen-Sturm-Hartog (Porsche 911 GT3) - Dinamic - 1 giro
8 - Olsen-Mies-Vervisch-Stippler (Ford Mustang GT3) - HRT - 1 giro
9 - Wittmann-Eng-Weerts-Frijns (BMW M4 GT3) - Schubert - 2 giri
10 - Arrow-Assenheimer-Müller-Pereira (Porsche 911 GT3) - Black Falcon - 2 giri
11 - Tilley-Hill-Kolb-Hofer (Porsche 911 GT3) - Lionspeed - 3 giri
12 - Rump-Bünnagel-Brundle (Porsche 911 GT3) - Mühlner - 3 giri
13 - Kim-Bruins-Cho-Seefried (Porsche 911 GT3) - Hankook - 5 giri
14 - Goroyan-Kvitka-Berthon-Fontana (Porsche 911 GT3) - Car Collection - 6 giri
15 - Li-Fjordbach-Ye-King (Porsche 911 GT3) - High Class - 6 giri
16 - Glock-Scheider-Dörr-Kirchhöfer (McLaren 720S GT3) - Dörr - 6 giri
17 - Nakayama-Gülden-Sandtler (Mercedes-AMG GT3) - Ring - 7 giri
18 - Hardt-Hites-Koslowski-Meijer (Porsche 911 GT3 Cup) - Black Falcon - 8 giri
19 - Harrison-Rennhofer-Wassertheurer (Porsche 911 GT3 Cup) - Black Falcon - 8 giri
20 - Kaya-Kiefer-Piana-Stursberg (Porsche 911 GT3) - Black Falcon EAE - 9 giri