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31 Mar 2006 [12:51]

INTERVISTA A MARCELLO LOTTI
"Il contenimento dei costi il nostro successo"

Le cifre parlano chiaro. Il primo anno di WTCC ha fatto registrare una partecipazione media di 28,4 auto per evento in rappresentanza di 8 costruttori, in totale 53 piloti di 20 nazionalità diverse. Sul fronte del pubblico, la presenza è aumentata del 67,5 per cento rispetto all’ETCC. 450 milioni di telespettatori nell’arco del 2005, grazie ad una notevole copertura con dirette e differite. In sostanza basi solide per affrontare il futuro; basi riconosciute anche dalla FIA, che ha siglato con KSO un contratto per i diritti commerciali sino al 2009. Un 2006 che saluta l’arrivo di un nuovo costruttore la Lada, importante per i mercati dell’Est europeo e che vedrà il WTCC volare oltreoceano per 3 volte. Alle trasferte di Puebla e Macao, si aggiunge quella brasiliana di Curitiba. Tra le novità figura l’adozione delle nuove coperture fornite dalla giapponese Yokohama. Riguardo al format di gara, non si registrano cambiamenti, a differenza invece degli eventi che orbitano intorno delle 2 gare del Turismo. Terminato il sodalizio col Campionato FIA GT, farà da partner event, la F.3000 Master per tutte le gare europee, mentre support event sarà il GT Open. Si aggiungeranno poi per due round, il Trofeo Maserati, la Formula Bmw e la F.3 spagnola. Presenti per un solo appuntamento, la F.Palmer Audi e la Pro Car. Una nuova stagione che si annuncia quindi interessante e a parlarcene è il General Manager di KSO, Marcello Lotti.

I numeri parlano a favore del WTCC. A cosa si deve questo successo di partecipanti?

"Innanzitutto, mi piace sottolineare che abbiamo vinto quella sorte negativa che voleva il Mondiale Turismo soccombere dopo il primo anno. Per quanto concerne le ragioni del successo, direi che il controllo dei costi ha reso possibile la chiusura dei budget, anche in un momento economicamente difficile come l'attuale. Con questo non significa che nel WTCC si corra gratis, bensì gli investimenti sono più accessibili, sia per i privati che per gli ufficiali, pur restando in un contesto mondiale FIA".

In che ordine s’aggirano i costi?

"Tenendo presente che possono variare a secondo della vettura usata, direi che per i privati, per una stagione intera (compresi i rischi di gestione), vanno dai 4 ai 700 mila euro a macchina. Mentre per gli ufficiali, un investimento comprensivo del pacchetto marketing, per 3 vetture, oscilla dai 7 ai 10 milioni di euro. Però va tenuto presente che grazie al regolamento S2000 vigente nei vari campionati nazionali, è possibile ammortizzare i costi. E poi vi è un grande ritorno a livello mediatico".

E’ possibile stabilire in che misura la partecipazione al WTCC, influenzi le vendite delle varie case?

"Fare un’analisi generale non è semplice. Però è certo che i costruttori sono spinti a restare nel WTCC dalle filiali nazionali, che a loro volta sono spinte da quelle locali. D’altronde quale altro Campionato ti permette di portare in pista 50 concessionari coi rispettivi ospiti, i quali beneficiano di giri in pista ed hospitality".

Il fatto che l’Alfa Romeo possa ricoprire il ruolo di outsider, può comportare problemi per il Campionato 2006?

"Purtroppo i tre mesi di stand-by hanno influenzato lo sviluppo invernale della vettura. Ma i riscontri cronometrici emersi nei test di Monza non hanno evidenziato una grossa difficoltà".

L’arrivo della Lada aumenterà l’interesse per il WTCC nell’est europeo, in particolare nella Russia. E’ ipotizzabile, vedere in calendario prossimamente un round russo?

"Stiamo già lavorando per il calendario 2007, che come obiettivo primario dovrebbe avere 11 round. E ci sono al vaglio alcune opportunità che porterebbero il WTCC in Russia. Ma è ancora tutto da valutare".

E per quanto riguarda il circuito di Helsinki?

"Anche qui sono in corso delle valutazioni. Stiamo attendendo a breve una risposta dalle autorità locali".

I dati televisivi, evidenziano uno share alto. Qual è l’età media degli appassionati che seguono il WTCC?

"Direi che c’è una prevalenza delle fasce centrali. L’età che vanno dai 18 ai 25 fino ai 36 anni, hanno fornito ottimi ritorni.

Che obiettivi Vi prefissate di raggiungere per la stagione entrante?

"Superato il traguardo del primo anno, dobbiamo consolidare le fondamenta per dimostrare che il WTCC è una realtà in crescita".

Carlo Baffi