20 Gen 2026 [9:06]
Il reclamo del team Hitech
sulla situazione della bandiera rossa
Qualche spunto di riflessione
Davide Attanasio
Se non avete chiara in mente la situazione, cerchiamo di spiegarvela in queste righe. Dovrete dotarvi di un po' di pazienza. UAE4 Series, Yas Marina, terza e ultima corsa del weekend. Andy Consani taglia il traguardo da vincitore su Oleksandr Bondarev, ma alle loro spalle si verifica un incidente tra Elia Weiss e David Cosma, prima di quel momento in lotta per il podio. Sotto la bandiera a scacchi, quindi, terzo risulta Christian Costoya, poi tutti gli altri.
Sembrerebbe tutto normale, se non che, dopo qualche attimo di attesa per la cerimonia del podio, si viene a sapere che l'ordine di arrivo non è più quello del giro finale (Consani, Bondarev, Costoya), bensì quello della tornata precedente, la dodicesima, quando dietro ai primi due c'era ancora Elia Weiss.
Perché, ci si chiede subito? Dal live timing nessuna spiegazione, nessun messaggio che facesse capire la ragione di quel cambiamento. Nel mentre, emerge qualcosa in più. Una bandiera rossa, sventolata mentre le macchine sopraggiungevano sul traguardo, aveva fatto tornare tutto indietro di un giro. La classifica finale, però, tarda a uscire. Inizia a sorgere qualche punto interrogativo su cosa stiano combinando, nella sala dei commissari.
Poi, verso le nove italiane, a mezzanotte inoltrata negli Emirati, il documento con i risultati: sul terzo gradino del podio non c'è più Weiss, penalizzato per l'incidente con Cosma, e neppure lo stesso Cosma, a sua volta penalizzato per aver tratto vantaggio uscendo fuori dalla pista in due differenti situazioni, bensì Rowan Campbell-Pilling.
Il punto dell'articolo, però, non è questo. Bensì risiede nel documento 26, che i commissari hanno pubblicato alle 18:35 italiane (21:35 locali) e che rigettava una protesta ufficiale del team Hitech ricevuta dagli stewards poco dopo la fine della gara (13:18 in Italia, 16:18 a Yas Marina). Unendo i puntini, quindi, si spiega meglio il motivo del ritardo nell'emissione dei risultati.
A ogni modo, la protesta della squadra inglese si basava proprio sulla questione della bandiera rossa che prima illustravamo. Secondo il team manager Dominic Staff, infatti, stando all'articolo 42.2 del regolamento sportivo, la gara è considerata conclusa nel momento in cui la macchina di testa (in questo caso Consani) taglia il traguardo al completamento della distanza totale della corsa (in questo caso 28 minuti più un giro, oppure 14 giri).
Gli stewards, considerata "ammissibile" la protesta, la hanno però rigettata adducendo le seguenti motivazioni:
1) L'articolo 42.2 recita quanto segue: "Dovesse, per qualunque motivo, il segnale di fine gara venire emesso prima che la macchina di testa completi la distanza totale, si prenderà in esame l'ultimo giro completato dal leader prima dell'emissione del segnale. Dovesse, per qualunque motivo, il segnale di fine gara venire emesso dopo che la macchina di testa completi la distanza totale, si prenderà in esame il momento in cui il leader completa la distanza totale".
2) A detta degli stewards, l'articolo 42.2 si riferisce a uno scenario dove il segnale di fine gara sarebbe stato emesso prematuramente oppure in ritardo.
3) Una descrizione accurata di quello che è avvenuto in gara 3 è che il direttore di gara, Eduardo Freitas, ha dichiarato regime di bandiera rossa quando 22 macchine sulle 38 totali avevano già tagliato il traguardo.
4) Quanto descritto dal punto precedente, quindi, non rientra nel contesto dell'articolo citato dal team Hitech, perché la distanza totale è stata effettivamente completata e non si parla né di segnale emesso prematuramente né in ritardo.
Per i commissari, l'articolo da considerare in questa casistica è il 41.8, dove è scritto che "Se la gara non può essere ripresa dopo un segnale di sospensione (la bandiera rossa), a valere sono i risultati presi alla fine del giro precedente l'emissione del segnale".
In parole povere, l'articolo presentato da Hitech per la loro protesta (il 42.2 del regolamento sportivo) non è stato ritenuto quello giusto dai commissari, che infatti si sono riferiti al punto 41.8 per rigettarla.
Hitech, però, non si è arresa, e ha presentato appello all'organo competente in merito. In attesa di capire quale sarà la decisione finale, la questione è molto interessante per due ragioni.
La prima è che la stessa Hitech, vincendo il ricorso, guadagnerebbe solamente due punti in più, e con il solo Scott Lindblom, che sarebbe sesto e non settimo. Quindi, la battaglia che stanno combattendo i britannici sembra più un modo per aggiustare le regole in quello che a tutti gli effetti ha tutti i crismi di un "caso limite".
Il ragionamento degli stewards, leggendolo con attenzione, non fa una grinza. Ma allo stesso tempo qualcosa non quadra. Il punto 41.8 ci parla del caso in cui "Se la gara non può riprendere dopo un segnale di sospensione...". Ecco, come potrebbe una gara riprendere se la macchina di testa ha tagliato il traguardo?
Ed è qui che emerge la seconda ragione. I commissari, con il regolamento attualmente in vigore, non avevano altra scelta se non quella di tornare al giro precedente. In quel "Se la gara non può riprendere...", infatti, non c'è scritto da nessuna parte che la gara non può essere finita. Formalmente, quindi, anche in caso di gara finita (e quindi con l'impossibilità di riprenderla), la regola dice che si deve tornare un giro indietro. Ma è giusto tutto questo?
Se il direttore di gara avesse esposto anche solo doppia bandiera gialla, i risultati sarebbero stati quelli del giro 13, con Costoya sul podio. Di solito, infatti, è questo il modus operandi quando si vede un incidente all'ultimo giro.
La motivazione dietro la quale Freitas ha comandato la rossa non è nota. Chissà, quindi, che una gara di Formula 4 negli Emirati non possa aver rappresentato un precedente, o ancora un'occasione per intervenire sul regolamento aggiungendo a quel punto 41.8 la postilla "Solamente nel caso di bandiera rossa esposta dopo la fine della gara, vengono presi in esame i risultati dell'ultimo giro e non del giro precedente".