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20 Giu 2005 [12:14]

Jean Todt alza la voce
Stoddart depresso, Kolles felice

Umori contrastanti nella serata del GP degli Stati Uniti. Jean Todt, direttore generale della Ferrari, additato come l'uomo che ha esercitato pressioni sulla FIA affinché non venisse creata una chicane sul circuito per far rallentare le vetture gommate Michelin nella curva veloce prima del traguardo, ha risposto duramente: "Noi sul banco degli imputati? Che banco, quello dei cretini? Quale sarebbe stata la reazione se noi e la Bridgestone avessimo chiesto di non fare una gara perchè, per un motivo o per l'altro, potevamo essere in difficoltà? Ci avrebbero appoggiato? Ci sono delle regole, che valgono
per tutti. Ognuno si deve adattare a queste invece di chiedere ad una istituzione di adattarsi ai suoi problemi. Altrimenti tocchiamo il ridicolo"
.
Paul Stoddart, della Minardi, solitamente combattivo, appariva depresso nonostante le sue monoposto avessero avuto la chance di prendere punti per la classifica iridata: "Non mi interessa prendere dei punti in questa maniera, oggi è stato un giorno disastroso per la F.1, abbiamo fatto un danno di immagine incalcolabile e non sarei sorpreso se adesso gli americani non vorranno più vedere una nostra corsa sul loro Paese. Inizialmente, a parte la Ferrari, eravamo tutti d'accordo di non correre. Ma la Jordan in mattinata ha rotto il patto allora ci è stato impossibile non seguirla. Se il problema era la sicurezza, allora la chicane era una maniera per rendere più tranquilla la situazione. A quel punto non era importante pensare ai punti, alla vittoria, ma a come salvare lo spettacolo, come accontentare il pubblico. La cura al male c'era, ma le persone con potere che dominano la F.1 non hanno permesso che ciò si verificasse. E questo è triste. Tutto è stato sgradevole e immagino che le persone che finanziano noi e altri team non saranno state contente. Mi chiedo cosa potrà accadere".
Incurante della situazione, Colin Kolles della Jordan ha invece pensato soltanto al proprio orticello: "Certo, non è stato uno spettacolo divertente, ma i punti per noi sono importantissimi. Penso che il team ha svolto un buon lavoro. Non siamo certo noi i responsabili se le squadre Michelin avevano dei problemi, anche noi abbiamo avuto guai con le gomme, ma nessuno se ne è preoccupato".
Nella foto, un triste e imbarazzato Michael Schumacher osserva perplesso Tiago Monteiro, eccessivo nei suoi festeggiamenti e nelle parole pronunciate dopo il terzo posto, senza valore, ottenuto.
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