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16 Apr 2020 [15:53]

La Formula 1 dà i numeri:
175, 150, 100 milioni il budget cap?

Massimo Costa

Trovare un punto d'incontro. Non sarà affatto facile, ma bisognerà riuscirci. La Formula 1 sta cercando di costruirsi un calendario e un futuro guardando oltre al dramma del Coronavirus e per farlo deve darsi anche un budget cap adeguato. Non è più tempo di tergiversare, non è più tempo di pensare a continuare a spendere mezzo miliardo per partecipare al Mondiale F1.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una folle crescita dei costi senza che nessuno tra la FIA e il precedente gestore del circus, Bernie Ecclestone, cercasse di mettervi un freno, finché non si è arrivati a un inevitabile punto di non ritorno. Qualche anno fa, precisamente nel 2009, l'allora presidente FIA Max Mosley fu il primo a lanciare l'idea di un budget cap per le squadre di F1, ma venne ridicolizzato da molti personaggi dell'ambiente. Egli propose 40 milioni di sterline come tetto massimo (parliamo di 11 anni orsono), ma alla fine non se ne fece nulla. Proprio nel 2009, Mosley travolto anche da scandali personali, decise di non ricandidarsi come presidente FIA, ruolo poi ottenuto da Jean Todt.

Mosley, avendo frequentato la F1 fin dagli anni Settanta ed essendo stato tra i fondatori della March, sapeva bene che uno dei problemi maggiori per il motorsport era rappresentato dai grandi costruttori, i quali hanno il merito di dare pregio alle serie in cui si cimentano, ma il difetto di alzare l'asticella dei costi finché non decidono di ritirarsi, lasciando le squadre "normali" nella più totale crisi. Purtroppo, negli ultimi 20-25 anni si sono persi per strada tantissimi team che rappresentavano l'ossatura della F1, tanto che oggi abbiamo appena 20 monoposto sugli schieramenti di partenza.

Ferrari e Mercedes superano i 400 milioni di investimenti a stagione, Red Bull è poco dietro, poi c'è un grande divario con gli altri sette team capeggiati da Renault. Per anni i grandi della F1 si sono tappati gli occhi e le orecchie davanti al problema (non loro) dei costi, ma adesso grazie al lavoro di Liberty Media che da almeno due stagioni sta spingendo forte sul budget cap e davanti al dramma del Coronavirus che sta tagliando le gambe anche alle grandi squadre, risvegliandole dal loro torpore, l'introduzione del limite di budget pare cosa fatta.

Resta da decidere quale sarà il limite da non superare. La cifra iniziale era di 175 milioni di dollari, che aveva trovato d'accordo Ferrari, Mercedes e Red Bull. Ma i piccoli hanno spinto ancora di più sull'acceleratore chiedendo di abbassare il tetto a 100 milioni di dollari. Probabile che si trovi un punto di incontro a quota 150 milioni, cifra che può essere sopportabile per Racing Point, Haas eccetera, e che porta a un risparmio di 300 milioni ai top team. Non male proprio.

L'auspicio è quello di poter salvare le attuali squadre in difficoltà, come la Williams, e magari di convincere qualche nuova entità ad entrare in F1 come undicesimo o dodicesimo costruttore. Non solo, investimenti più vicini tra tutte le squadre potrebbero anche permettere un miglior bilanciamento per quanto riguarda le prestazioni in pista. Dopo, la differenza nei risultati non la farà più il portafoglio, ma la capacità dei progettisti nel costruire una vettura competitiva e la capacità di gestione della squadra da parte del management. Non ci saranno più scuse.
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