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19 Nov 2004 [15:58]

La Honda rileva il 45% della BAR
David Richards lascia per Nick Fry

Ennesimo colpo di scena nel mondiale di F.1. Questa mattina è stato annunciato che la Honda ha rilevato il 45 per cento delle azioni della British American Racing. La Casa giapponese, dal 2005 non si limiterà più a fornire semplicemente i motori al team Bar, ma avrà un ruolo di primaria importanza per ogni decisione da prendere. La British American Tobacco (BAT) che ha "inventato" questa squadra di F.1 nel 1998 rimarrà proprietaria per il 55 per cento. Ora però ne possiede il 45 per cento; deve infatti acquisire il 10 per cento di azioni in possesso a tre soci minori. La sede del team rimarrà a Brackley mentre i piloti confermati sono Jenson Button e Takuma Sato. Chi uscirà dalla squadra è David Richards, il team manager che prese il posto di Craig Pollock, scaricò Jacques Villeneuve ed ha lottato come un leone per non far scappare via Jenson Button. Richards e la sua Prodrive potrebbero comunque continuare a collaborare con la Honda. Il posto del team manager inglese viene preso da Nick Fry, il quale sarà affiancato da Richards almeno fino al mese di febbraio 2005. E' opinione generale che entro la fine del 2005 la Honda entrerà in possesso dell'intero team rilevando tutte le quote dalla BAT.
Era dal 1968 che la Honda non si presentava nel mondiale di F.1 come proprietaria di un team. Rientrò nel 1983 con la piccola Spirit fornendole i motori; dopo di che, valutato il potenziale, offrì i propri propulsori alla Williams fino al 1987 (anno in cui vinse il mondiale piloti con Nelson Piquet e quello costruttori) e in seguito, per un colpo gobbo di Ron Dennis a Frank Williams, alla McLaren dal 1988 al 1992 (segnando i trionfi di Ayrton Senna nel 1988, 1990 e 1991, di Alain Prost nel 1989, conquistando il titolo costruttori dal 1988 al 1991). E' tornata nel 2000 dando i motori alla Bar dopo che aveva fatto realizzare a Dallara una monoposto. Ma la morte del capo del progetto, Harvey Postlethwaite, fece accantonare quella vettura e la Honda si è limitata al solito ruolo di fornitore di un team. Ora, forse per la grande pressione esercitata dal confronto con la Toyota, la Honda farà da sè.
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