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13 Lug 2020 [11:22]

La Stiria da incubo della Ferrari:
peggio il crash o la lenta SF1000?

Jacopo Rubino - XPB Images

La Ferrari, dopo due round, si ritrova appena quinta nel Mondiale Costruttori della Formula 1 2020. La verità? Forse è proprio questo il livello di forza della SF1000, una macchina nata male e che sarà difficile correggere. "Uscire da questa situazione non è banale. Può anche essere un problema alla base del progetto", si è lasciato scappare a caldo il team principal Mattia Binotto. L'incredibile epilogo del Gran Premio di Stiria, per certi versi, è figlio della competitività che non c'è: Sebastian Vettel e Charles Leclerc hanno faticato nelle qualifiche sotto la pioggia e sono stati costretti a partire da metà gruppo, con tutte le incognite del caso. Ma non è una giustificazione al pasticcio del monegasco, che colpendo il compagno ha messo entrambi ko dopo appena 20" dallo start.

Passato da "eroe" del GP d'Austria a peggiore nello spazio 7 giorni, Leclerc si è subito cosparso il capo di cenere. Non poteva fare altro: "Mi prendo la responsabilità per intero. Ho commesso un errore per il quale le scuse non sono sufficienti. Mi sono scusato con tutta la squadra e con Seb, che non ha fatto nulla di sbagliato".

"Siamo maturi a sufficienza per superare questo incidente", ha sottolineato il tedesco. "Ero all'interno, non mi aspettavo un attacco lì. Quando è arrivata la macchina di Charles, che non potevo vedere, purtroppo non mi sono potuto fare da parte perché non c'era abbastanza spazio". Un caso diverso rispetto a quanto accaduto in Brasile lo scorso anno, quando le due Rosse erano in piena lotta.

Una domenica così disastrosa, all'atto pratico, è stata un doppio handicap: innanzitutto, ci sono i punti gettati. Probabilmente sarebbero stati pochi, sofferti, ma magari potevano bastare a tenere dietro Red Bull e Racing Point in campionato. Il motto della vigilia ripetuto da Binotto era, infatti, "sfruttare ogni opportunità per raccogliere quanti più punti possibile". Non è accaduto. Dall'altro lato, una corsa praticamente non disputata ha impedito agli ingegneri di capire se le novità portate per il weekend fossero davvero migliorative, almeno un po'. Nelle prove libere del venerdì, sull'asciutto, Vettel aveva notato buoni segnali, rispetto al primo round. Meno convinto Leclerc, ma tra il sabato bagnato e la domenica conclusa in un lampo è mancato un paragone completo..

La tappa in Ungheria, la terza del trittico che ha aperto la stagione, è già imminente. Quello di Budapest è un tracciato fra i più tortuosi, molto guidato, dove il ritardo motoristico mostrato al Red Bull Ring potrebbe incidere meno. Ma dove servono ottimi telaio e aerodinamica: e anche in questi settori la SF1000 non è certo la monoposto di riferimento. Qualche novità potrebbe regalare piccoli progressi, ma miracoli non ce ne saranno. "Speriamo che l'Ungheria si riveli una pista migliore per noi", ha ammesso laconicamente Vettel. Nella sua semplicità, un commento che dice molto.
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