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16 Mar 2022 [16:15]

La caccia Ferrari ai cavalli persi:
dopo due anni ha raggiunto i rivali?

Jacopo Rubino - XPB Images

"Firmare per il secondo posto? No, andiamo con l'idea di lottare per il massimo". Il team principal Mattia Binotto non nasconde la fiducia in casa Ferrari alla vigilia della stagione 2022 di Formula 1, alimentata da test positivi. Merito di una F1-75 apparsa competitiva, grazie anche ad una power unit tornata all'altezza: "L'anno scorso eravamo indietro di 20 o 25 cavalli, mentre ora, per quanto visto nelle prove e dopo le prime analisi, siamo al livello degli altri. Di certo non siamo indietro, forse abbiamo qualcosa in più", ha addirittura affermato Binotto.

Anche gli avversari avevano fiutato subito i passi avanti compiuti. "Abbiamo la sensazione che al momento la Ferrari abbia il motore più potente", sosteneva Toto Wolff, boss Mercedes, dopo i test di Barcellona. Helmut Marko, consulente della Red Bull che utilizza i propulsori (ex) Honda, alla tv tedesca RTL aveva definito l'unità del Cavallino come "prima della classe". Parole condite forse da pretattica, e voglia di sparigliare le carte, ma diventate più credibili attraverso lo stesso Binotto. Senza dimenticare che la cliente Haas, nelle prove di Sakhir, sembra aver sperimentato mappature più spinte che hanno rivelato qualche altro dato incoraggiante. Questi progressi faranno comodo pure alla scuderia americana, e all'Alfa Romeo, nelle loro lotte a centro gruppo.

La Ferrari avrebbe così coronato un lungo inseguimento. Era il febbraio di due anni fa quando fu annunciato il controverso accordo privato con la FIA riguardante la power unit, nel 2019 oggetto di malumori fra i rivali (ma senza proteste ufficiali) e poi studiata nel dettaglio. Da quel momento, di sicuro, per la Rossa è diventata un tallone d'Achille: la perdita forzata di cavalli ha inciso non poco sul disastroso Mondiale 2020, chiuso al sesto posto. Nella passata stagione si è rivista una crescita, specialmente con il sistema ibrido portato dal Gran Premio di Russia. Era un anticipo del pacchetto 2022, quello che dovrebbe aver completato la rincorsa.

"La power unit ha confermato i miglioramenti visti al banco prova", ha sottolineato Binotto. Doveva essere così: dal 1° marzo, e fino a fine 2025, lo sviluppo motoristico in F1 è congelato per tenere a freno i costi, con modifiche concesse soltanto in nome dell'affidabilità. Le ultime evoluzioni prestazionali, fino a settembre, possono riguardare unicamente MGU-K, batterie ed elettronica.
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