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26 Ott [13:27]

La lotta per il 3° posto costruttori:
McLaren rivede la luce dopo Istanbul

Massimo Costa - XPB  Images

Scioccata dal tonfo di Istanbul, arrivato durissimo dopo la doppietta di Monza e una vittoria gettata al vento dalla testardaggine di Lando Norris a Sochi, la McLaren si è presentata nel Texas con tanta voglia di rivincita. L’operazione riscatto è riuscita a metà. La squadra di Zak Brown ha recuperato 14 punti, ma ne ha persi 4 nei confronti della Ferrari con cui si gioca il terzo posto nella classifica costruttori. Sembra esserci una falla nel box McLaren, nel senso che rispetto al team di Maranello, nelle ultime due gare sono andati perduti 14 punti pesantissimi. E la Ferrari ha ricucito lo strappo in campionato tanto che si è portata ad appena 3.5 lunghezze dalla McLaren.

La nota positiva per la squadra inglese è arrivata da Daniel Ricciardo, arrivato ad Austin carico a mille dopo la deludente prova offerta a Istanbul. Grande amante delle corse e profondo conoscitore dello sport americano, non solo motoristico, Ricciardo si è presentato con un casco nero dedicato a Dale Earnhardt senior, scomparso a Daytona nel 2001 a 49 anni, uno dei più grandi piloti della storia della Nascar, conosciuto come The Intimidator. Ed ha avuto la possibilità di provare la Chevy Monte Carlo del 1984 di Earnhardt, vettura di proprietà di Zak Brown, nella foto sotto.

Gasatissimo, l’australiano in qualifica si è messo dietro Norris, che tanto lo ha fatto soffrire quest’anno, e in gara ha tenuto testa a Carlos Sainz nei primi concitati giri della gara. Lo spagnolo della Ferrari partiva con gomme soft, lui con le medie, eppure Ricciardo è riuscito a superarlo subito dopo una bella battaglia tenendolo praticamente dietro per tutto il Gran Premio. Tra i due c’è stato anche un lieve contatto che ha finito col danneggiare l’ala anteriore della Ferrari dello spagnolo.



Ricciardo non è però riuscito a raggiungere Charles Leclerc, fuggito fin da subito, tanto che il divario tra i due è stato di 24”. Il quinto posto di Ricciardo, piazzamento ottenuto anche a Silverstone, si aggiunge in quanto a migliori risultati del 2021, ai due quarti posti di Spa e Sochi, oltre ovviamente alla vittoria di Monza. Ed è un Ricciardo in crescita se pensiamo che dopo dieci Gran Premi era nella bufera, con meno della metà dei punti conquistati da Norris (precisamente 113 a 50), mentre dopo Austin Ricciardo può vantare 105 punti contro i 149 dell’inglese. Una bella risalita dunque, con Norris che dopo Silverstone ha raccolto 36 punti, Ricciardo invece, 55.

E di Norris va detto che dopo la delusione di Sochi, per quell’errore di valutazione e il rifiuto nel cambiare le gomme da slick a rain nei giri conclusivi, qualcosa sembra essersi inceppato. Se a Istanbul la McLaren non l’aveva proprio azzeccata, in USA il simpatico Lando non ha mai avuto il passo di Ricciardo in qualifica, al termine della quale aveva dichiarato di non essere soddisfatto del proprio rendimento in Q3, e in gara, chiusa in un anonimo ottavo posto.

Nei chilometri iniziali si è dato un gran da fare e anche lui ha battagliato con Sainz, preso in mezzo dalle due McLaren. Nel prosieguo della corsa, ha sempre avuto nel mirino il compagno di squadra e il ferrarista. Superato dal rimontante Valtteri Bottas, Norris ha provato a raggiungere Sainz, in difficoltà con l’ala anteriore, ma per 8 decimi non è riuscito nel completare l’attacco.



Davanti rimangono ora cinque Gran Premi per tentare di contenere la risalita potente della Ferrari nel campionato costruttori. Tre circuiti sono conosciuti, Città del Messico, San Paolo ed Abu Dhabi, due saranno inediti per tutti, Losail e Jeddah. Va però detto, che lo scorso anno in Messico e in Brasile la F1 non è andata causa pandemia e dunque il rendimento delle monoposto, similari a quelle del 2020 per il congelamento degli sviluppi, sarà tutto da scoprire.

Nulla è ancora perduto, soprattutto se Ricciardo continuerà ad esprimersi su questi livelli e se Norris si riprenderà velocemente da questo periodo di appannamento, e non abbiamo dubbi che accadrà, Zak Brown e il team principal Andreas Seidl possono stare sereni. La MCL35M è vettura affidabile, il motore Mercedes ha dimostrato di essere una garanzia, un pacchetto certamente molto competitivo. E la bontà del lavoro della squadra (leggi telaio) lo si evidenzia nel fatto che tra i team clienti del motorista tedesco, la McLaren è nettamente superiore ad Aston Martin e Williams.

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