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2 Lug 2025 [17:06]

La rinascita di Alonso
La caduta senza fine di Stroll

 Massimo Costa - XPB Images

Non lo nascondiamo. Nella primissima parte della stagione, un po’ di preoccupazione c’era. Fernando Alonso sembrava proprio non ingranare la giusta marcia e per ben otto Gran Premi non ha recuperato alcun punto. Una vera stranezza. E anche in qualifica non pareva granché, la Q3 non l’ha vista nei primi sei appuntamenti. Insomma, ci si chiedeva, anche seriamente, se l’età (43 anni) cominciasse ad influire sulle prestazioni dello spagnolo.

Poi, ecco il click: quinto nel Q3 di Imola, ma ancora fuori dai punti in gara, sesto nel Q3 di Monte Carlo, ma ritirato nel GP. Dal Q3 non è comunque più uscito nei successivi appuntamenti di Montmelò, Montreal e Spielberg e in queste ultime tre gare ha anche centrato la top 10. Finalmente. Nono in Spagna, settimo in Canada e in Austria. E tutti si tirò un bel sospiro di sollievo. Alonso non si è spento, Alonso è tornato, oppure era sempre lui, ma le cose andavano semplicemente storte con una Aston Martin claudicante da diversi mesi, 2024 compreso, tanto che anche 007 l’avrebbe accuratamente evitata.

In Austria, Alonso ha disputato una gara tutta in apnea. Ha affrontato una serie infinita di duelli e quello finale che gli è valso il settimo posto lo ha visto contrapposto al 20enne Gabriel Bortoleto, ovvero il brasiliano che da qualche anno è entrato a far parte della A14 Management nata dalla volontà dello stesso Alonso, dal manager (anch’esso brasiliano) Albert Resclosa Coll, da diverse stagioni presente sulle piste europee, e da Alberto Fernandez Albilares, che da ormai cinque anni rappresenta proprio Fernando nei Gran Premi. Alonso e Bortoleto sono stati ben attenti a non urtarsi, ma il loro duello è stato vivace e bello. Conclusa la corsa, è stato bello l’abbraccio tra loro due, 23 anni di differenza eppure non sentirli.

Questi piccoli, ma significativi passi in avanti della Aston Martin portano anche la firma, nascosta, del progettista star Adrian Newey. Voluto da Lawrence Stroll, proprietario del team, e in un certo senso strappato alla Ferrari, Newey si sta concentrando sul progetto della monoposto 2026, quella che vedrà applicate le nuove regole che dovrebbero “stravolgere” la F1. Però, Newey un occhio alla attuale monoposto AMR25 lo sta dando. E’ apparso ai box di Monte Carlo per la prima volta in casacca verde e come ha dichiarato il CEO del team Andy Cowell (ex Mercedes), il suo apporto si sta facendo sentire. Eccome se si fa sentire.

Secondo Cowell, l’apporto di Newey è costruttivo e sta fornendo una serie di consigli tanto che in qualche modo l’approccio alle gare da parte dello staff tecnico sta cambiando. In particolare, sono state individuate aree di miglioramento nella collaborazione tra i reparti tecnici, come viene utilizzata la galleria del vento e il software di simulazione, l’analisi delle prestazioni gara dopo gara nei minimi dettagli che magari prima non venivano rilevati e tanti altri aspetti.

Tutto questo, avrebbe portato un surplus inatteso alla AMR25 di cui Alonso ne sta beneficiando. Solo lui però, l’altro, Lance Stroll, figlio di papà, dopo un brillante avvio di stagione (sesto e nono nelle prime due gare) è svanito nel nulla. Non ha più concluso a punti e su undici qualifiche, la Q3 l’ha vista una sola volta. Numeri, dati, che si commentano da soli.
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