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5 Nov 2019 [21:04]

L'altra stagione 2019 di Formula 1,
quella con Sainz e la McLaren campioni

Jacopo Rubino - Photo4

Ci sono Lewis Hamilton e la Mercedes, che festeggiano il sesto titolo consecutivo, e poi c'è un Mondiale nel Mondiale. Ufficialmente non esiste, ma fa divertire: si combatte fra i team dalla McLaren in giù, troppo distanti per rivaleggiare alla pari con le Frecce d'Argento, la Ferrari e la Red Bull. È un gioco statistisco, che alcuni appassionati in Rete chiamano Formula 1,5. I risultati si calcolano togliendo dall'ordine d'arrivo le vetture delle prime tre scuderie, e la gara di Austin anche in questo caso ha proclamato il suo campione 2019: Carlos Sainz.

Non è una sorpresa, perché anche nella F1 reale lo spagnolo della McLaren si sta rivelando il migliore degli altri, o "best of the rest" come si dice in inglese. I suoi 80 punti effettivi, nell'universo parallelo della Formula 1,5, si trasformano in 243 con 6 vittorie (Monaco, Francia, Gran Bretagna, Ungheria, Russia e Giappone). A due round dal termine, quelli di Brasile e Abu Dhabi, il vantaggio di +64 è divenuto ormai incolmabile per il compagno di squadra Lando Norris, che negli USA ha soffiato la piazza d'onore a Sergio Perez della Racing Point.

Anche la McLaren è mateticamente campione costruttori nella Formula 1,5 2019: niente a che vedere con un vero iride, che la compagine di Woking ha conquistato 8 volte, ma si tratta di una ulteriore conferma della risalita intapresa dopo il disastroso matrimonio con la Honda e l'arrivo al comando di Zak Brown. Nel frattempo la McLaren ha la strada spianata verso il quarto posto "reale", miglior risultato dal 2012. L'anno delle ultime vittorie.

Negli Stati Uniti il "vincitore" della corsa è stato invece Daniel Ricciardo, sesto sotto la vera bandiera a scacchi. E inevitabilmente anche qui la Renault insegue la McLaren dotata del suo stesso motore, distante 105 punti (422 a 317). Per il podio è sfida serrata fra Racing Point e Toro Rosso, separate da appena 4 lunghezze, con la formazione di Faenza che ha vissuto il passaggio di consegne fra Alex Albon e Pierre Gasly.

Ma sarebbe giusto, nella realtà, dedicare un titolo ai team di seconda fascia? Kevin Magnussen, lo scorso anno, raccontò di aver creato una "Classe B" nella propria testa: "Da quando sono in F1 non ho mai provato l'emozione del successo, ma nella mia mente c'è questo grande campionato e quando batto i miei avversari avverto quelle sensazioni", spiegò il danese della Haas. "Non mi curo dei tre top team, sono di un altro livello".

Qualcosa di simile è esistito per davvero solo nel 1987, con il Jim Clark Trophy riservato alle vetture dotate di motore aspirato che non potevano contrastare i turbo. Ad aggiudicarselo fu Jonathan Palmer sulla Tyrrell. Ma per il futuro, con le attese regole 2021 studiate per equilibrare i valori in campo e tenere i costi sotto controllo, la speranza è che di una Formula 1,5 non ci sia bisogno nemmeno per gioco.

La classifica piloti senza Mercedes, Ferrari e Red Bull

1 - Carlos Sainz (McLaren) - 243 punti
2 - Lando Norris (McLaren) - 179
3 -Sergio Perez (Racing Point) - 175
4 - Daniel Ricciardo (Renault) - 155
5 - Nico Hulkenberg (Renault) - 145
6 - Kimi Raikkonen (Alfa Romeo) - 141
7 - Daniil Kvyat (Toro Rosso) - 140
8 - Lance Stroll (Racing Point) - 123
9 - Kevin Magnussen (Haas) - 100
10 - Alexander Albon (Toro Rosso) - 99
11 - Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo) - 67
12 - Romain Grosjean (Haas) - 63
13 - Pierre Gasly (Toro Rosso) - 55
14 - George Russell (Williams) - 19
15 - Robert Kubica (Williams) - 9

La classifica costruttori senza Mercedes, Ferrari e Red Bull

1 - McLaren - 422 punti
2 - Renault - 317
3 - Racing Point - 298
4 - Toro Rosso - 294
5 - Alfa Romeo - 208
6 - Haas - 163
7 - Williams - 28
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