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18 Giu 2016 [10:12]

Le Mans, Audi svetta
in un breve warm-up

Marco Minghetti

Tutti in pista a Le Mans per i regolamentari 45’ di warm-up per le ultime regolazioni in vista della gara, ma subito ci si accorge che la mattinata sarà complicata. Sarà per alcuni punti ancora molto umidi o addirittura bagnati, o sarà per alcune chiazze d’olio, le vetture faticano a tenere la retta via. E così, dopo solo pochi minuti dalla bandiera verde, prima è Pilet che manda un segnale, scodando con la sua 911 ufficiale alle curve Porsche, poi è Paul Loup-Chatin che più violentemente esce nello stesso punto con la sua Ligier LMP2. La posizione della vettura invita il direttore di gara a far esporre la bandiera rossa per ripristinare la zona. Restart alle 9,23 ma ancora una volta sono davvero pochi i giri che le vetture riescono ad effettuare.

Questa volta il “colpevole” è David Cheng che, stringe troppo sul cordolo ancora zuppo d’acqua alla curva Indianapolis, perde il controllo della sua Alpine e finisce con violenza contro le gomme all’esterno. Al pilota americano non resta che uscire sconsolato dall’abitacolo per cominciare a fare la conta dei danni, e al direttore di gara, altrettanto sconsolato, non resta che annunciare la fine delle prove. Di fatto i piloti hanno avuto qualcosa come 20 minuti per tentare di compiere qualche giro di pista e solo 37 dei 60 al via sono riusciti nell’impresa.

Quindi, per quel che può valere, il miglior tempo è stato fatto segnare dall’Audi #8 con un buon crono di 3’25”886, a seguire la Toyota #6 e la Porsche #2, ma davvero è inutile cercare indicazioni in una sessione di fatto inesistente.
Ora tutti con il naso all’insù a cercare di capire se davvero le previsioni annunciate dal meteo saranno rispettate. Così fosse, le prime 4/6 ore potrebbero essere disturbate dalla pioggia, con tutte le implicazioni del caso, ed anche questa volta sarà un vantaggio azzeccare un assetto che sia il miglior compromesso possibile tra pista asciutta e bagnata.