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23 Ott 2025 [14:03]

Le ingiuste critiche di
Brown e Stella a Hulkenberg

Massimo Costa - XPB Images

Gli hanno dato dell’Amateur. A lui, che ha portato la Sauber a motore Ferrari sul terzo gradino del podio di Silverstone, che ha disputato 245 Gran Premi senza mai rendersi protagonista di scorrettezze varie, e nella qualifica Sprint di Austin aveva colto il quarto tempo. L’infelice accusa è arrivata sabato scorso dal CEO della McLaren, Zak Brown, imbruttitosi per il contatto alla prima curva dei suoi due piloti, Oscar Piastri e Lando Norris.

Hulkenberg, dopo la partenza della gara Sprint di Austin, al culmine della salita che porta alla svolta a sinistra, si è trovato Fernando Alonso alla sua sinistra e Piastri che ha pensato bene di sterzare secco verso sinistra per incrociare la traiettoria con Norris, partito maluccio e arrivato leggermente lungo.

Ecco, se c’è un colpevole per il crash, quello è Piastri che forse si era dimenticato che dietro di lui vi erano altre 17 monoposto. Hulkenberg non ha potuto far altro che colpire la McLaren dell’australiano, che poi è rimbalzata su quella di Norris. Coinvolto anche Alonso. Ma dopo le parole di Brown, anche il team principal di Woking, Andrea Stella, sempre lucido nelle analisi, si è lasciato andare in una pesante critica ad Hulkenberg:

“Mi sorprende che piloti con tanta esperienza non agiscano con un po’ più di prudenza alla prima curva dopo la partenza”. Una accusa al tedesco e forse diretta anche al suo ex pilota (come ingegnere di Ferrari e McLaren) Alonso, che si è buttato all’interno del pilota Sauber. Ma come detto sopra, a compiere la frittata è stato Piastri e Brown e Stella, avrebbero dovuto essere più obiettivi. Ma si sa, la tensione sta pesando non poco nel box McLaren e la visione dei fatti non sempre può apparire chiara alla luce del sole.

Hulkenberg non ha fatto una piega davanti a simile ingiuste accuse. Poteva cogliere un grande risultato, ma Piastri glielo ha negato. Poco male, lui si è rifatto nel Gran Premio. Fallito per poco l’accesso alla Q3 (11esimo), ha disputato una gara poco da Amateur, ma molto da pilota vero, andando a prendersi l’ottavo posto finale. Dopo il podio di Silverstone, che arrivava da altri quattro risultati utili in zona punti, Hulkenberg non aveva più centrato la top 10 in gara.

Il suo “annebbiamento” è coinciso con una serie di belle prestazioni da parte del compagno Gabriel Bortoleto, tre volte a punti e due volte nel Q3, ma il brasiliano ad Austin si è completamente perso. Un tracciato, quello del Texas, che non aveva mai visto prima, ma stessa sorte era toccata ai debuttanti di quest’anno come Oliver Bearman, ottavo in qualifica e nono in gara, Andrea Kimi Antonelli, che era in zona punti finché Carlos Sainz lo ha speronato, peggio è andata a Isack Hadjar.

In ogni caso, va rilevato che la Sauber, seppur a corrente alternata, nel senso che una volta va bene Hulkenberg e quella dopo Bortoleto, sta compiendo importanti passi in avanti e questo non può che portare il sorriso all’Audi, pronta ad entrare tra pochissime settimane nel Mondiale F1.
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