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19 Dic 2017 [13:32]

Marchionne al pranzo di Natale
"Eviteremo l'addio alla F.1, ma non è..."

Massimo Costa

Al tradizionale incontro di fine anno che la Ferrari organizza con la stampa, il presidente Sergio Marchionne non ha mancato di lanciare le solite velate, neanche tanto, minacce a Ross Brawn e compagnia. Ovvero, la Ferrari lascerà la F.1 se non sarà soddisfatta delle nuove regole di Liberty Media:

"E se creassimo un campionato alternativo?"
"Dobbiamo trovare un equilibrio che soddisfi noi e loro. Penso che faremo in tempo a evitare l’addio della Ferrari alla F.1. Ma bisogna lavorarci, non è così scontato che l'avranno vinta loro. Se credono che stiamo bluffando, allora scherzano con il fuoco. Dal 2015 siamo molto seri quando ci sediamo al tavolo delle trattative. Il nuovo contratto firmato con Liberty, al contrario del vecchio Patto della Concordia, offre la possibilità alle squadre di svincolarsi in anticipo. A suo tempo si era già parlato di creare un campionato alternativo e credo che la Ferrari abbia la forza per trascinarvi anche gli altri team. Ma preferirei non arrivare a tanto".

"Brawn sembra Mosé..."
È un fiume in piena Marchionne: "La cosa che mi ha dato più fastidio è che una persona di esperienza come Ross Brawn stia seguendo una strada estranea al DNA della F.1. Se l’obiettivo sarà quello di avere dopo il 2020 motori più semplici e vetture tutte uguali, come nella Nascar, la Ferrari uscirà dai gran premi il giorno dopo. Ross va alla BBC e legge i comandamenti come Mosé, ma poi io che parlo con il capo di Mosé posso anche essere in disaccordo".

"Regole tecniche scritte da quattro amici al bar"
"Quello che facciamo noi, Mercedes, Renault e Honda, fornendo i motori alle altre squadre a 15 milioni di euro a stagione è già un miracolo. A Brawn direi 'Che vuoi di più a quella cifra?'. L’anno prossimo, con tre power unit consentite, cresceranno ancora le spese per migliorare l’affidabilità. A Liberty do ragione quando dice che le gare sono noiose e che si vedono pochi sorpassi, come ad Abu Dhabi. Dobbiamo renderle più emozionanti. La colpa è dei regolamenti, ci sono troppi freni alla creatività dei progettisti. Quando ho detto che sembravano scritti da quattro amici al bar, mi sono attirato l’ira di Jean Todt. Ma le regole attuali le butterei tutte. Serve libertà assoluta nel costruire la vettura. Sapete che alla GES c’è un gruppo di ingegneri che ha solo il compito di individuare i buchi nel regolamento di cui approfittare?

"Vettel studia molto se stesso, Raikkonen è un grande talento"
Marchionne ha poi voluto parlare dei propri piloti: "Vettel per certe reazioni emotive sembra davvero un meridionale. Ma anche lo Schumacher che ho conosciuto nel 2004 aveva un lato del carattere che andava gestito. Eppure non l’avrei cambiato mai con nessuno. Vettel studia molto se stesso e credo abbia imparato. Nel 2018 non vedremo più in pista la sua parte latina. D’ora in poi, con un’auto competitiva, la responsabilità sarà solo sua, e lui lo sa. Raikkonen a volte è un piacere vederlo correre e altre non lo si riconosce. Non può bastare solo una pole a Montecarlo. Bisogna trovare la vite giusta per farlo rendere al massimo, perché è un grande talento. Sarebbe un peccato se l’anno prossimo chiudesse la sua carriera in F.1 senza dimostrarlo".

"Contento di Leclerc, tanti i giovani di qualità"
"Il dopo Raikkonen sarà un giovane. Fra Leclerc, Verstappen e Giovinazzi, in giro ci sono piloti di grande qualità da scegliere. Noi in passato non abbiamo fatto abbastanza per coltivarli. Ma adesso sono contentissimo di Leclerc e lo vedremo sull’Alfa Romeo-Sauber. Quello del Biscione è solo l’inizio del ritorno. In futuro potrebbe esserci anche un vero impegno tecnico come fornitore. E nella mia testa c’è anche l’ingresso in F.1 della Maserati, ma non subito, oltre alla presenza del gruppo Fiat-Chrysler in Formula E».
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