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20 Ott 2025 [18:16]

Mayer rinuncia alle "elezioni" FIA
"Questa è l'illusione della democrazia"

Davide Attanasio - XPB Images

È ormai probabile, se non certo, che Mohammed Ben Sulayem, presidente della Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA) dal 17 dicembre 2021, verrà "rieletto" al timone per un altro mandato per mezzo delle "elezioni" del prossimo 12 dicembre.

"Elezioni"... si fa per dire. Si è scoperto che sia per Laura Villars che per Tim Mayer, vale a dire i due candidati oltre a Sulayem, non c'è modo di sovvertire un esito già scritto. Il che non fa che contribuire e alimentare le accuse che vedono l'organo principe dell'automobilismo mondiale sempre più somigliante a un regime dittatoriale che a uno democratico.

Andando al nocciolo della questione, il problema sorge in uno dei requisiti da rispettare per ciascun candidato. Infatti, ognuno dei papabili deve presentare una squadra composta, oltre che dal presidente in sé, anche da quello del Senato, dal vice di mobilità e turismo, dal vice dello sport e da altri sette sempre orientati a gestire questioni sportive.

Questi sette devono provenire da differenti regioni geografiche. Se non fosse che, per l'area del Sud America è disponibile la sola Fabiana Ecclestone, la quale ha però già garantito pieno supporto a Sulayem.

"Le elezioni per il presidente della FIA sono finite, ma la nostra campagna non lo è ancora, e nemmeno la nostra missione di proteggere l'integrità e la reputazione della FIA", ha dichiarato Mayer.

"Questa volta, non ci saranno elezioni, né tantomeno un dibattito tra idee, un confronto di visioni. Ci sarà un solo candidato, il presidente in carica, e questa non è democrazia. Questa è l'illusione della democrazia".

"Il comitato per le nomine, secondo lo statuto, dovrebbe essere trasparente. Eppure, non hanno reso pubblico nulla: riunioni, verbali... neppure la lista di chi ha presentato i propri nomi per il Consiglio Mondiale del Motorsport (WMSC). C'è solamente una lista di chi, presumibilmente, avrebbe approvato, ma a dire il vero non c'è nemmeno la prova provata che questo comitato si sia effettivamente riunito".

"I club membri hanno improvvisamente perso interesse nello sport, o sono stati convinti, persuasi, o ancora hanno ricevuto promesse di qualche tipo? Non posso dirlo con certezza. Ma quando solo tre dei dodici possibili in Sud America (la sola Ecclestone) e Africa si sono candidati, indipendentemente dal fatto che mi sostengano o meno, è chiaro che questo non è più un processo democratico".

La stessa Villars, secondo The Race, avrebbe intrapreso una corrispondenza con la FIA circa la situazione, e non ha escluso di adire le vie legali. Mayer, al contrario, ha preferito evitare, anche perché eventualmente, ad avere l'ultima opinione saranno proprio il presidente, Ben Sulayem, e il Senato. Questo non lo ha tuttavia fermato dal presentare diversi reclami etici.

Dal suo canto la Federazione, tramite un suo portavoce, ha come da prassi respinto le accuse: "Le elezioni presidenziali sono un processo strutturato e democratico, per garantire equità e integrità in ogni caso. I requisiti per le elezioni 2025, comprese le scadenze e i criteri di ammissibilità per la lista presidenziale e i consigli mondiali, sono definiti nello statuto e nei regolamenti interni della FIA, disponibili al pubblico sul sito web della Federazione stessa".
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