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28 Mar 2018 [16:42]

McLaren e Force India contro Haas
Ma è solo invidia degli inglesi

Stefano Semeraro

Brutta faccenda, l'invidia. All'indomani del GP d'Australia Force India e la McLaren hanno chiesto una indagine della FIA sul rapporto tecnico che lega Ferrari e Haas dopo le prestazioni 'magiche' del team americano a Melbourne. Fino a che la Haas le prendeva regolarmente, pare di capire, era la benvenuta, ma se minaccia di diventare la quarta o la quinta forza del Mondiale ecco che scatta il “gomblotto”.

La terza fila monopolizzata in qualifica e la quarta e quinta posizione occupata in gara prima che i due errori al pit-stop condannassero Magnussen e Grosjean hanno evidentemente indispettito la squadra anglo-indiana e quelle inglese al punto da chiedere che venga chiarito il rapporto con Maranello, che fornisce alcune parti al team e, secondo le illazioni peraltro non suffragate da nessuna prova, gli consentirebbe di usare la propria galleria del vento.

Il regolamento tecnico della F1 vieta infatti che ci sia scambio di informazioni a proposito di componenti che un team produce in proprio e che avvenga una rotazione di personale fra due diversi team. «Non so come come ci riescano, ha qualcosa di miracoloso», sostiene irritato (e un po' invidioso) Otmar Szafnauer, capo dell'ufficio operativo Force India. «Non è mai capitato prima in F.1, mi chiedo come sia possibile per chi è entrato in questo sport solo da due anni e non ha risorse per costruire una macchina. Se è una magia, voglio quella bacchetta».

Sarcasmo, e forse anche un po' di ipocrisia, visto che partner della Haas per quanto riguarda il telaio è la Dallara, un'azienda che da decenni costruisce vetture all'avanguardia per numerosissime serie di monoposto, dalla IndyCar alla F2, dalla Gp2 alla Super Formula fino alla F3. Secondo Autosport, Fernando Alonso avrebbe sostenuto che in Australia si è vista in pista “una replica della Ferrari”, mentre il direttore esecutivo della McLaren, Zak Brown – che guarda caso è anche il presidente (non esecutivo) di Motorsport Network, il gruppo che possiede Autosport – è convinto che “c'è qualcosa a cui bisogna dare un'occhiata da vicino”. Ross Brawn, capo dello Strategy Group della F1, ha peraltro ammesso che «non c'è nessuna prova» che la Haas non stia rispettando le regole. «Sappiamo che fra Ferrari e Haas c'è un'alleanza molto salda, dobbiamo solo essere sicuri che non sia troppo stretta», ha poi aggiunto Brawn.

Più facile, per la concorrenza frustrata, credere agli 'aiutini' illeciti, insomma, che accettare il fatto che dopo gli errori della scorsa stagione alla Haas si siano rimboccati le maniche, iniziando a lavorare con anticipo e con umiltà sulla versione 2018. «Il nostro è un team che può essere orgoglioso di quello che sta ottenendo», ha replicato il team principal della Haas, Gunther Steiner. «E non stiamo facendo nulla che non dovremmo o che non siamo autorizzati a fare». Difficile credere, poi, aggiungiamo noi, che Haas sia approdato in F1 solo per riempire uno spazio in griglia.
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