F4 Italia

Anteprima 2027
Allo studio, come cambiare
il format dei weekend di gara

Massimo CostaIn questi giorni circola la voce di un possibile cambiamento, nel 2027, dell'attuale format del campionato ...

Leggi »
indycar

Portland - Gara
Palou trionfa ancora

Carlo Luciani Non ha rivali Alex Palou, che ancora una volta nel momento decisivo ha tirato fuori gli artigli, vincendo il ...

Leggi »
Super Formula

Sugo - Gara
La safety premia Fukuzumi

Davide AttanasioSportivamente parlando, è un periodo decisamente fruttuoso per Nirei Fukuzumi. Il 29enne di Ishii, trascorsi...

Leggi »
IMSA

Porsche conferma l'impegno nel 2027
E osserva il regolamento 2030 del WEC

Michele Montesano Porsche ha annunciato che il programma ufficiale nel campionato IMSA WeatherTech SportsCar Championship no...

Leggi »
indycar

Portland - Qualifica
Rosenqvist batte Palou

Carlo Luciani A distanza di tre settimane dall’ultimo appuntamento di Nashville la IndyCar è scesa nuovamente in pista per ...

Leggi »
F4 CEZ

Le proteste dei team dopo Most
Le risposte del promotore Krenek

Massimo CostaLe ultime gare della F4 CEZ hanno scatenato un po' di scompiglio tra i team. Qualche decisione del direttor...

Leggi »
23 Gen 2019 [17:16]

McLaren immagina la F1 del 2050:
500 km/h, piste rivoluzionate e IA

Jacopo Rubino

Come sarà la Formula 1 nel 2050? McLaren Applied Technologies, la divisione che cura i progetti speciali del gruppo di Woking, ha provato a capirlo con uno studio che non si è limitato a produrre un'idea di vettura, denominata MCLExtreme, ma ha voluto capire come potrebbero evolversi i circuiti e i desideri degli appassionati. Il risultato può sembrare fantascienza, ma è molto più plausibile di quanto si possa credere.

"La macchina volerà? No", viene messo subito in chiaro per una serie di motivi. Su tutti, la sicurezza. Anche fra trent'anni, una F1 resterà un'automobile ben piantata a terra sulle quattro ruote, altrimenti "sarebbe l'antitesi dei Gran Premi", precisano in McLaren. Ma non meno eccitante è la previsione di velocità di punta sopra i 500 chilometri orari, complice l'utilizzo dell'aerodinamica attiva. Ampie zone della scocca potrebbero aprirsi o ritrarsi fra rettilinei e frenate: il tutto con vantaggi anche a livello di efficienza energetica, già oggi un tema chiave. La maggior parte del carico aerodinamico sarebbe generata dal fondo e dal diffusore, con pochissima dipendenza dalle ali.

La propulsione, quasi inevitabilmente, sarà elettrica come l'attuale Formula E, di cui la stessa McLaren fornisce le batterie. La partita, più che sui motori, si giocherà proprio sullo stoccaggio e l'acquisizione dell'energia: la ricarica potrebbe avvenire sfruttando sistemi di induzione posizionati sull'asfalto della pit-lane, con il "motorsport che rappresenta il perfetto banco di prova di questa tecnologia per l'utilizzo sulle strade". Secondo Stephen Lambert, responsabile del reparto per l'elettrificazione, "caricare fra il 10 e il 50% della batteria entro trenta secondi è qualcosa di concepibile".

Per i pneumatici si immaginano materiali autoriparanti, che renderebbero le soste ai box un retaggio del passato, mentre l'Halo apparirebbe "preistoria" grazie ad un abitacolo protetto integralmente da un materiale trasparente, che farebbe apprezzare meglio le abilità dei piloti. Il loro abbigliamento, viste le prestazioni vertiginosamente più alte, potrebbe includere tute pressurizzate simili all'aviazione militare, capaci di bilanciare forze laterali fino a 5G e impedire che il sangue si concentri alle estremità del corpo.



I tracciati? Potrebbero diventare molto più lunghi e più larghi, con ampio uso di curve paraboliche per consentire percorrenze sensibilmente superiori, persino sui cittadini. L'esempio fatto, che ai giorni nostri appare un sacrilegio, è un Gran Premio d'Italia che nel 2050 continuerà a disputarsi a Monza, ma il cui percorso potrebbe arrivare persino a toccare il centro di Milano. Gli autodromi potrebbero essere dotati di barriere trasparenti, magari annegate sotto il terreno, per consentire agli spettatori di essere davvero a un passo dall'azione.

Ancora più estrema è l'apertura all'intelligenza artificiale: un "navigatore" virtuale potrebbe fornire informazioni in tempo reale al pilota, sostituendo gli strateghi al muretto box. L'IA potrebbe proiettare i dati attraverso un ologramma all'interno del casco, riuscendo persino a "interpretare" la psicologia e lo stato d'animo di chi sta al volante. "Attraverso un algoritmo basato sui nostri processi creativi e sui suoi esiti, l'AI potrebbe prendere decisioni coerenti con quelle di una controparte umana", racconta Karl Surmacz, che si occupa di Decision Science. Non resta che attendere trent'anni per verificare queste previsioni...
TatuusTRIDENTWSKF4ItaliaF4 SpanishEurocup3G4RacingCampos RacingRS RacingCetilar