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15 Mar 2014 [11:22]

Melbourne - Il successo dei programmi
Junior di Red Bull e McLaren

Massimo Costa

C'è un uomo che può girare a testa alta nel paddock di Melbourne. È Helmut Marko, responsabile del programma Junior Red Bull. Un personaggio contraddittorio, dai modi spicci, dalle scelte a volte incomprensibili, un uomo duro e, sostengono in molti, neanche troppo esperto riguardo la crescita dei giovani piloti. Ma i risultati parlano per lui. E l'apoteosi, se così vogliamo definirla, la si è avuta nella qualifica di Melbourne. Tre dei piloti cresciuti dal programma Junior Red Bull, nella sessione in cui la punta di diamante Sebastian Vettel ha fallito l'obiettivo della top ten, hanno concluso tra i primi otto.

Daniel Ricciardo, secondo, Jean-Eric Vergne, sesto, Daniil Kvyat, ottavo. Un risultato incredibile per la F.1 odierna, una chiara dimostrazione di come il programma giovani di Dieter Mateschitz funzioni e, soprattutto, scovi veri talenti. Perché tutti e tre i piloti sopra citati, hanno vestito la tuta Red Bull fin dai primi passi nelle categorie minori, F.Renault 2.0 per Ricciardo e Vergne, F.BMW per Kvyat.

È stato Marko a volere a tutti i costi Ricciardo alla Red Bull al posto di Webber, quando molti osservatori pensavano fosse fatta con Raikkonen. È stato Marko a continuare a credere in Vergne, nonostante certi alti e bassi del francese. È stato Marko a volere Kvyat in F.1, in Toro Rosso, al posto di Antonio Felix Da Costa che più del pur bravissimo russo avrebbe meritato tale sedile, come ampiamente riportato nei nostri articoli.

Agli eccezionali risultati ottenuti dai piloti Junior Red Bull, si aggiunge quello raggiunto da Kevin Magnussen, parte dell'Academy della McLaren. Il danese è entrato nel team di Woking da almeno quattro stagioni ed ha conseguito risultati sempre migliori, di anno in anno. Ricevendo poi il via libera per debuttare in F.1 direttamente con la McLaren e non con un team di secondo piano scelto per lui da Ron Dennis. Una grande prova di fiducia. La stessa che venne accordata nel 2007 a Lewis Hamilton, anch'egli cresciuto nell'Academy McLaren, oggi alla Mercedes e in pole position.

Ecco, tra i primi otto di Melbourne, vi sono quattro giovani cresciuti nei programmi Junior voluti di due team F.1 (in attesa un giorno di trovarvi anche i ragazzi delle Academy Ferrari e Lotus). Cinque se vogliamo contare l'ormai veterano Hamilton. Una dimostrazione di forza, di come queste Academy prestino grande attenzione ai piloti giovanissimi che si affacciano nel motorsport, di come abbiano saputo scegliere bene tra decine e decine di altrettanti validi candidati. Una dimostrazione di come grazie ai programmi Junior si possa arrivare in F.1 senza la valigia piena di dollari, e grazie alla spinta del proprio talento raggiungere i vertici delle classifiche.

Nella foto, Kvyat e Marko a Melbourne (Photo 4)
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