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5 Set [11:25]

Mercedes, troppi alti e bassi
Hamilton e Russell meritano di più

Massimo Costa - XPB Images

“Ma dove lo trovo mezzo secondo, più di così non riesco”. Un avvilito Lewis Hamilton aveva commentato così, dal suo abitacolo durante le prove libere del venerdì, la situazione della classifica di quelle sessioni a Monza. Mezzo secondo che non è mai stato recuperato dal sette volte campione del mondo nei confronti di Red Bull (e ci potrebbe anche stare) e Ferrari (ci sta un po’ meno). Mentre George Russell in qualifica è riuscito a portarsi a poco meno di 4 decimi dal poleman Carlos Sainz.

Non è stato un weekend facile quello di Hamilton in terra italiana, soltanto ottavo in qualifica e partito con gomme dure per cercare una soluzione diversa in quanto quelli davanti, e dietro, avevano le Pirelli medie. In un certo senso, la mossa è riuscita perché Hamilton alla fine ha terminato sesto viaggiando forte quando ha montato gli pneumatici gialli e gli avversari quelli bianchi. Una bella rimonta che lo ha portato a superare le due McLaren e la Williams di Alexander Albon.

Con Oscar Piastri ha anche avuto un momento difficile quando alla Roggia, affiancato l’australiano, si è spostato verso destra urtandolo e danneggiandogli l’ala anteriore. Una mossa errata e ad Hamilton gli è anche andata bene nel non essersi ritrovato con la gomma posteriore destra forata. Nonostante ciò, Hamilton ha proseguito con forza e per nulla turbato dal tempo perso nel taglio della Roggia, è andato a prendere Lando Norris e poi anche Albon compiendo ottimi sorpassi.

Russell dal canto suo è stato straordinario nella resistenza alla Red Bull di Sergio Perez mentre difendeva la quarta posizione. Un duello bello quanto sostanzialmente corretto nonostante un lungo di entrambi alla Prima Variante al 14° giro, e dopo poco Russell ha dovuto cedere la posizione. Alla fine, per lui è arrivato il quinto posto tornando davanti al compagno Hamilton in un finale di GP. Non gli capitava più dal GP di Austria.

Per la Mercedes, Monza e prima ancora Zandvoort, segnano un passo indietro stordente. In piena estate, pareva proprio che la W14 nella versione B avesse trovato la via per avvicinare sempre più le primissime posizioni e a testimoniarlo era stato il terzo posto di Hamilton a Silverstone, la splendida pole a Budapest e il terzo tempo in qualifica a Spa. Al ritorno dalle vacanze c’è stato come uno stop e non ingannino le qualifiche di Russell a Zandvoort (terzo) e Monza (quarto).

E’ comunque un mondiale che non riesce a trovare una vera realtà capace di essere con costanza la seconda forza. Aveva cominciato l’Aston Martin (sparita nel GP italiano), poi è toccato alla McLaren, brevemente alla Mercedes, a Monza tale ruolo è stato preso dalla Ferrari Tante incertezze e grafici impazziti, che vanno su e giù, nel descrivere il rendimento di tutte le squadre, Red Bull a parte ovviamente, che continua a seminare e raccogliere record su record.

Toto Wolff, team principal Mercedes, non è parso particolarmente entusiasta: “Abbiamo massimizzato i punti che potevamo avere a disposizione. Ma non dobbiamo essere contenti di finire le gare al quinto e al sesto posto. I nostri piloti hanno subìto anche due penalità, Hamilton per il contatto con Piastri, Russell per avere spinto fuori Ocon, e le ritengo giuste. Ma entrambi hanno saputo recuperare bene compiendo un ottimo lavoro e alla fine tali penalità non hanno influito sul risultato. Diciamo che hanno preso un pugno sul mento, ma hanno saputo reagire a testa bassa. Questi circuiti a basso carico non sono il nostro punto di forza, per la prossima gara a Singapore penso che ci avvicineremo di più ai nostri avversari e sarà importante per noi raccogliere il massimo possibile”.

Wolff sta vivendo una seconda stagione deludente, ma crede di poterne uscire. A confortarlo su questo punto, la fiducia ricevuta dai suoi piloti che credono nel progetto Mercedes di… resurrezione. E proprio il giovedì di Monza è arrivata la conferma fino al termine della stagione 2025 degli attuali piloti, Hamilton e Russell. Per il 25enne inglese, un chiaro segnale che la squadra crede in lui, mentre Lewis non si arrende e vuole conquistare quell’ottavo titolo mondiale che gli è stato sottratto nel 2021.

Nel 2025, affronterà la stagione a 40 anni (li compie il 7 gennaio) e chissà che poi non prosegua ancora la carriera sulla scia di quanto sta combinando il 42enne Fernando Alonso. Se ce la fa lui, si starà chiedendo Hamilton, ce la potrei fare anche io. Ma tutto dipenderà dalla competitività della Mercedes. Se dovesse azzeccare la macchina giusta come accaduto nel periodo 2014-2020, Hamilton avrebbe in mano la possibilità di distruggere ogni possibile record della F1. Non ci resta che aspettare…
RS Racing