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13 Ago [21:02]

Modalità qualifica dei motori, addio?
Verso il divieto dopo il GP di Spagna

Jacopo Rubino - XPB Images

"Stanno cercando di rallentarci, ma non credo ci riusciranno. Va bene così". Sono le parole di Lewis Hamilton sull'argomento che ha tenuto banco alla vigilia del Gran Premio di Spagna: la possibile abolizione delle mappature da qualifica sulle power unit, che in Formula 1 potrebbe diventare definitiva già dal successivo round in Belgio. Quella a Barcellona può essere l'ultima volta in cui sarà utilizzato il cosiddetto "party mode" nella caccia al tempo.

E allo stato attuale delle cose sarebbe appunto la Mercedes, sempre in pole nel 2020, a essere maggiormente penalizzata, visto il ritrovato vantaggio mostrato quest'anno dal suo V6 turbo-ibrido. Anche sulle squadre clienti, Racing Point e persino Williams, che ormai ha spesso alla portata il passaggio in Q2 grazie anche alla spinta del propulsore rispetto a quello delle dirette rivali Haas e Alfa Romeo, che soffrono la perdita di cavalli Ferrari.

Le scuderie sono già state avvisate dalla FIA della modifica regolamentare: i commissari temono che le modalità di gestione del motore stiano diventando troppo complesse, e quindi troppo difficile verificare che siano sempre conformi. Inoltre, le mappature potrebbero essersi evolute in veri aiuti alla guida, vietati dall'articolo 27.1 delle norme sportive secondo cui il pilota deve condurre la monoposto "da solo e senza assistenza".

Dal round di Spa, quindi, le mappature dovrebbero essere identiche tra sabato e domenica, in una sorta di regime di parco chiuso. Ma questo significherebbe pure abolire la variazione dei settaggi durante la corsa, e non necessariamente per avere maggiori prestazioni: ad oggi i piloti cambiano modalità anche per ridurre i consumi o preservare l'affidabilità, quando necessario. Un aspetto su cui la Federazione dovrebbe forse dare maggiori dettagli.

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