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20 Feb 2015 [15:35]

Montmelò – Le verità di Arrivabene

Da Montmelò – Antonio Caruccio

L’argomento del giorno è sicuramente la conferenza stampa che Maurizio Arrivabene ha tenuto nel primo pomeriggio al Circuit de Catalunya. Una Ferrari umana, un nuovo volto nella realtà della Scuderia di Maranello che vuole aprire ad un futuro diverso. Da mesi ormai si è “svecchiato” il precedente modo di fare, dall’arrivo di Alberto Antonini come ufficio stampa e coordinatore delle attività comunicative, allo stesso Arrivabene che si apre sui segreti di questa Ferrari

La verità sull'arrivo di Vettel
“Vi dirò la verità su come Sebatian Vettel è arrivato in Ferrari. Nell’estate, quando abbiamo saputo che Alonso avrebbe lasciato, ci siamo guardati in giro. Allora ho deciso di chiamare una cara amica, Sabine Kehn, manager di Schumacher, che conosce bene Sebastian. Gli abbiamo presentato i programmi della Ferrari, gli abbiamo descritto il tipo di clima che avremmo voluto creare nella squadra, e a lui questo è piaciuto. Poi il presidente Marchionne lo ha chiamato direttamente, per formalizzare la situazione. Questo ultimo contatto è arrivato dopo il GP di Sochi” dice Arrivabene.

Kimi... meccanico, clima diverso
“Ho visto Kimi sorridere, parlare con i ragazzi. L’ho visto sdraiato a terra che guardava sotto la macchina. Gli ho chiesto se stesse bene e mi ha risposto che lui era un meccanico! Kimi è entusiasta, è un ragazzo pronto a questa nuova avventura e sa che la squadra lavora per lui. C’è un clima diverso, abbiamo voglia di fare bene. Non credo ai campioni d’inverno, quindi non sono cambiate le nostre aspettative. Vorremmo due vittorie, speriamo di conquistare quattro podii. Se lo faremo andremo a piedi scalzi per i colli di Maranello”. Sono i commenti sull’andamento di questi primi test e su un Raikkonen che sembra essere rinato.

Responsabilità? C'è solo la Ferrari
“Si parla di responsabilità dei tecnici, motoristi e progettisti. Qui l’unica responsabilità è la mia, me ne assumo il peso sin dal mio arrivo e vedremo i risultati che conquisteremo. Non c’è l’opera di Mattiacci, non c’è l’opera di Marchionne o quella di Arrivabene. C’è solo la Ferrari, è questo quello che conta”. Un messaggio chiaro, diretto e semplice, una presa di responsabilità, ma anche un atto di fiducia nei confronti di un gruppo di persone totalmente rinnovato.

Le stoccate a... Alonso e a Red Bull
Tuttavia, pur sempre con eleganza, Arrivabene non manca di lanciare qualche frecciatina. “Quando sono arrivato non c’era comunicazione interna, c’era tensione. Ognuno guardava al suo gruppetto e non si interagiva. Adesso i piloti si parlano, si completano. Sono rivali in pista, ma tolto il casco lavorano insieme”, un messaggio che, nonostante la smentita, sembra tanto rivolto ad Alonso. Un cenno anche alla Red Bull, riguardo il concept: “Abbiamo lanciato un’idea non lontano dalla realtà, mi sorprende che c’è chi faccia a gara a chi per primo è arrivato a quella soluzione”.


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