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4 Apr 2022 [16:21]

Power unit Alpine, coperta corta:
ora spinge di più, ma è più fragile

Jacopo Rubino - XPB Images

La power unit Alpine è diventata più competitiva, ma anche più fragile: Fernando Alonso in Australia dovrà già utilizzare il terzo motore termico diverso in tre Gran Premi, con la prospettiva, pressoché certa, di scontare penalità in griglia più avanti nella stagione 2022 di Formula 1. È forse il prezzo da pagare per la crescita prestazionale ottenuta durante l'inverno, figlia di un approccio più aggressivo chiesto dall'amministratore delegato Laurent Rossi agli ingegneri di Viry-Chatillon. "Non dobbiamo più sentirci inferiori a nessuno", diceva soddisfatto Esteban Ocon dopo il sesto posto nella gara di Jeddah, che il suo compagno di squadra non ha però completato.

Alonso in Arabia si è dovuto fermare al giro 35, peraltro dopo una splendida lotta con la vettura gemella, tradito dall'affidabilità della sua A522. Ha ceduto la pompa dell'acqua, come spiegato ad Auto Hebdo proprio dal CEO del team: "Questo ha comportato problemi di raffreddamento e una serie di altre conseguenze. Fernando stava continuando a correre e il motore funzionava, ma non in condizioni ideali. Abbiamo preferito farlo ritirare. La pompa è integrata nel propulsore, si è disintegrata al suo interno: per le riparazioni avremmo dovuto rompere i sigilli, quindi l'unità è persa, seppur fisicamente integra".

Sulla macchina di Alonso l'ICE era già stato cambiato dopo la corsa in Bahrain, assieme a turbo, MGU-K, MGU-K e scarichi, come misura precauzionale. Questo esemplare almeno verrà recuperato, ma per lo spagnolo non è una situazione ideale, visto che rimangono 20 round in calendario. Se non altro, Rossi ha rassicurato: il problema avuto in Arabia non è figlio di "difetti strutturali o di progetto", ma di "componenti montate per la prima volta, che non era ancora stato possibile validare".

A Jeddah è sfumato un prezioso doppio arrivo a punti, ma il bicchiere mezzo pieno c'è: "Adesso siamo allo stesso livello degli avversari, siamo stati in grado di lottare in rettilineo", ha certificato Alonso, dopo essersi confrontato con la concorrenza spinta dai V6 di fattura Mercedes, Ferrari e Honda. Ocon la pensa allo stesso modo. Però resta la spada di Damocle di un'affidabilità da monitorare, e per l'asturiano la coperta corta sulle componenti.
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