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29 Gen 2014 [12:23]

Profili verticali per la sospensione posteriore della MP4-29!

Filippo Zanier

Che uno degli obiettivi dei progettisti per le vetture 2014 sarebbe stato il recupero del carico perso a causa dell'eliminazione dei beam wing, lo avevamo detto fin da subito. Già in fase di presentazione era stata la McLaren il team che sembrava aver spinto maggiormente in quella direzione con un retrotreno fortemente carenato abbinato ad attacchi posteriori dei triangoli arretratissimi, per fini aerodinamici che erano già evidenti.
Alla vettura presentata nel McLaren Technology Center, però, mancavano dei dettagli che la squadra di Woking aveva ovviamente nascosto, intenzionata a montarli in vettura solo al momento di scendere in pista.

Beh quel momento è arrivato oggi, e il posteriore della MP4-29 sta già facendo discutere i tecnici del Circus. Come mostrato chiaramente nell'immagine scattata da Marco Cortesi, infatti, la zona più arretrata dei triangoli della sospensione posteriore è completamente carenata, ma la profilatura non è orizzontale come siamo abituati a vedere, bensì molto più complicata. Presenta un bordo d'attacco parallelo al flusso d'aria, ma questo è seguito da una veloce transizione verso un angolo quasi verticale. L'obiettivo sembra quello di creare un effetto che in inglese viene chiamato "upwash", cioè deviare l'aria in arrivo dalle pance verso l'alto in modo che vada a lambire il lato inferiore dell'alettone, proprio come fanno i gas di scarico deviati dal "monkey seat". Questo favorirebbe anche l'integrazione di tali flussi con quelli in uscita dal diffusore (che nell'immagine presenta una evidente soffiatura): deviando quell'aria verso l'alto si crea infatti una zona zona di bassa pressione immediatamente a valle dei profili, e grazie ad essa l'aria proveniente dal fondo verrebbe estratta a maggiore velocità, subendo quindi una vera e propria impennata verso l'alto.

Se la soluzione McLaren sembra decisamente innovativa, va sottolineato però che lascia grossi dubbi sul quantitativo di resistenza all'avanzamento generata da quello che sembra un vero e proprio muro verticale. Pare però che alle alte velocità, con l'aumento del carico e il conseguente schiacciamento delle sospensioni, i due profili si possano separare leggermente, riducendo la quindi la resistenza. Pro e contro quindi, che di sicuro il reparto guidato da Tim Goss starà valutando attentamente, perché in un campionato che vedrà i team impegnati a risparmiare carburante col contagocce nessuno si può permettere di esagerare col "drag".
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