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14 Lug 2020 [9:36]

Red Bull, serve di più:
Mercedes ancora troppo forte

Jacopo Rubino - XPB Images

27 punti in classifica Costruttori, contro gli 80 della Mercedes. Non è la situazione che la Red Bull sognava dopo le prime due gare della stagione, per giunta disputate sul circuito di casa a Spielberg. Pesa tantissimo il doppio ko tecnico nel primo round, ma la vettura non si è comunque rivelata capace di arginare lo strapotere Mercedes. Nella scuderia anglo-austriaca si sono così sgonfiati i proclami "battaglieri" lanciati alla vigilia del Mondiale 2020 di Formula 1: per mettere in difficoltà i campioni in carica servirà ben di più.

Il team principal Christian Horner, dopo il terzo posto di Max Verstappen nel Gran Premio di Stiria non ha potuto fare altro che ammettere: "Il primo podio della stagione è positivo, ma è stato frustrante non avere il ritmo per giocarci la vittoria. La Mercedes era più veloce, e aveva più opzioni a livello di strategia". Il pilota olandese, secondo in qualifica sul bagnato, ci ha messo molto del suo per inserirsi tra le Frecce Nere. Splendida anche la sua difesa su Valtteri Bottas per provare a tenere la piazza d'onore: "Le mie gomme in quel momento erano quasi finite, sapevo che mi avrebbe passato, ma non volevo rendergli la vita facile", ha raccontato Verstappen, in sofferenza per un danno all'ala anteriore. Alex Albon, quarto, non è invece riuscito a tenere il ritmo del compagno di scuderia. Anzi, il thailandese ha dovuto resistere agli attacchi della Mercedes rosa... la Racing Point di Sergio Perez.

A posteriori aumenta il rimpianto per il duplice ritiro nel GP d'Austria: nel primo round le rivali W11 non erano invicibili, viste le preoccupazioni per la tenuta del cambio. Sette giorni più tardi, però, la forbice si è allargata in modo significativo. E la power unit Honda, nonostante le modifiche introdotte dagli ingegneri giapponesi, mantiene un gap: "Perdiamo molto in rettilineo", ha sincerato il consulente Helmut Marko.

La Red Bull ci riproverà in Ungheria: sulla carta il tracciato di Budapest potrebbe venire incontro alla RB16, dotata di un passo più corto. "C'è un solo rettilineo, per il resto sono tutte curve. Penso che per noi sia più favorevole", ha confermato Marko. "E le alte temperature ci aiuteranno". A Milton Keynes, paradossalmente, devono sperare che abbia ragione Toto Wolff, il boss dell'armata Mercedes, quando ha detto: "Non abbiano visto la vera Red Bull". Ad oggi, l'unica formazione in griglia con le potenzialità di essere una minaccia. In precedenza era la Ferrari a essere temuta da Wolff, almeno a parole.
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