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29 Dic 2020 [11:20]

Riserva, ma con tanti impegni:
il piano della Red Bull per Albon

Jacopo Rubino

La Red Bull lo ha retrocesso a riserva, ma il 2021 di Alex Albon sarà comunque ricco di impegni: lo garantisce il consulente Helmut Marko. Anzi, il thailandese potrebbe essere addirittura "girato" a una compagine rivale, qualora servisse un sostituito. Ad esempio per casi simili a quelli di Sergio Perez, Lance Stroll o Lewis Hamilton, fermati quest'anno dal Coronavirus, o per infortuni. "Se un altro team avesse bisogno di un pilota all'ultimo momento, saremmo pronti a prestarlo. Così potrebbe accumulare chilometri in gara", ha confermato il manager austriaco ad Autosport.

Un'eventualità che, ovviamente, non è detto si verifichi. L'agenda di Albon è comunque già definita. "Gli abbiamo assicurato che lo utilizzeremo parecchio nei test. Ci saranno le gomme 2022 da collaudare, con sessioni dedicate, guiderà molto al simulatore e sarà presente a diverse gare come riserva. Del resto, noi abbiamo quattro macchine", ha spiegato Marko, riferendosi anche all'AlphaTauri.

"Alex rimane parte importante della squadra. Si concentrerà sullo sviluppo 2022 e nella candidatura a un futuro sedile", aveva già sottolineato prima di Natale il team principal Christian Horner, che di Albon ha ricordato anche le qualità umane: "È uno dei piloti più umili con cui abbiamo mai lavorato, ed è fortemente stimato da ogni membro della scuderia".

Un aspetto sembra evidente: la Red Bull ha preferito metterlo in panchina, puntando su Perez come nuovo compagno di Max Verstappen, ma in Albon vuole ancora investire. E non è certo escluso che più avanti possa restituirgli i gradi da titolare, a patto di mostrare i progressi richiesti. Secondo Marko, le lacune del 2020 erano a livello di forza mentale e di costanza nelle prestazioni: "Le notizie e i risultati negativi lo hanno messo in difficoltà. Il distacco da Verstappen durante la stagione in realtà è cresciuto, seppur di poco. E si destabilizzava troppo facilmente quando, ad esempio, il vento cambiava intesità o direzione. Oppure, quando le gomme si degradavano, ha perso terreno in modo sproporzionato".

Ma Marko, considerato spesso "spietato" nella gestione dei piloti Red Bull, questa volta non appare categorico. "Non è la fine", ha chiarito in merito al declassamento del thailandese. Il quale ha già promesso di volersi riscattare, superata la delusione: "Non posso nasconderlo, fa male. Ho dato il massimo ma non è stato abbastanza. Non mollo, ho dedicato a questo la mia vita. Il mio obiettivo è tornare nel 2022", ha scritto in un post su Instagram. Daniil Kvyat, richiamato alla guida della Toro Rosso per il 2019, conferma come sia giusto crederci.
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