Davide Attanasio - Dutch Photo Agency
Dal 4 maggio 2025 al 30 maggio 2026. Tanto è dovuto passare per rivedere il team ART davanti a tutti in una gara di Formula Regional europea. Evan Giltaire, quel 4 di maggio, aveva vinto
la seconda corsa dell'appuntamento inaugurale di Misano.
Alex Munoz, ragazzo del dipartimento dell'Ariège (Occitania, Francia sud-occidentale) che proprio il 4 maggio compie gli anni, ha interrotto tale digiuno di affermazioni aggiudicandosi gara 1 a Spa-Francorchamps.
Dopo che l'inclemenza del meteo aveva costretto la direzione gara a
posticipare l'evento (cancellando contestualmente la corsa con la griglia rovesciata), le condizioni atmosferiche sono sensibilmente migliorate, sebbene l'asfalto fosse ancora bagnato e gli pneumatici più adatti quelli da pioggia. Munoz, campione 2025 della Formula 4 francese, ha così potuto sfruttare la partenza dal palo che si era garantito all'ultimo giro della
qualifica del venerdì pomeriggio.
Dopo aver resistito nel primo giro di gara (non c'è stata partenza dalla griglia, ma una "rolling start") difendendosi con correttezza a Les Combes dall'attacco di Rashid Al Dhaheri (R-Ace), Munoz aveva messo tra sé e l'emiratino un distacco di quasi due secondi, ma due interventi separati della vettura di sicurezza per i ritiri di Dion Gowda (incidente in curva 9 con Alexander Abkhazava) e Zhenrui Chi (incidente in curva 8 con Francisco Macedo) avevano rimesso tutto in gioco.
Con un solo giro a separarlo dalla gloria, alla ripartenza Munoz si è visto nuovamente affiancato da Al Azhari in fondo al rettilineo del Kemmel. Ma come nel primo caso, è stato bravo a difendersi tenendo l'interno e staccando più forte a Les Combes. Anche la seconda parte della tornata è stata all'altezza della prima. Alla festa si è unito anche Kean Nakamura (Prema). Con la pista in rapida asciugatura, Alex è stato freddo, e ha cercato di trovare i punti più umidi per raffreddare le gomme e avere più aderenza.

E forse, in questo senso, avrebbe fatto meglio a seguire traiettorie più canoniche. Cosa che alle sue spalle stavano facendo Al Dhaheri e Nakamura. Munoz all'ultima chicane è andato un po' lungo. Ha perso per un attimo la linea. Poi si è ricomposto. Ha girato per un'ultima volta il volante a sinistra e ha visto la bandiera a scacchi sventolare prima degli altri. Al Dhaheri, secondo, gli è arrivato distante 0"137s; Nakamura, con il giro veloce all'ultima tornata, si è accontentato del gradino più basso del podio, staccato di 0"437s dal vincitore.
Per un ragazzo senza le disponibilità economiche di altri, è importante farsi notare e portare risultati a casa. Munoz, a differenza della maggioranza dei suoi rivali, non ha potuto prendere parte al campionato Middle East per questa ragione, ma con le sue qualità sta progressivamente recuperando il divario di chilometri che esiste e che però non può diventare un ostacolo per chi ambisce a traguardi di un certo tipo come lui. Oggi pomeriggio, Alex sarà incollato a uno schermo per vedere la finale di Champions League di calcio tra Arsenal e il suo PSG. Quello che doveva fare, intanto, lui lo ha già fatto.
Quarta posizione per una brillante versione di Yuki Sano (R-Ace), che ha prevalso sul capoclassifica Sebastian Wheldon (MP Motorsport) all'ultimo giro. Gara di su e giù per Emanuele Olivieri, che dopo essere sceso al nono posto ha progressivamente recuperato terreno superando Gabriel Gomez (con il quale c'è stato anche un contatto al primo giro), un comunque buon Reza Seewooruthun e infine Alex Ninovic per garantirsi la sesta piazza.
È attualmente sotto la lente d'ingrandimento dei commissari sportivi una situazione all'ultima curva dell'ultimo giro avvenuta tra lo stesso Gomez e Maximilian Popov (Trident), rispettivamente nono e decimo nonché ultimi della zona punti. Va altresì sottolineato come Popov sia ulteriormente stato notato per un contatto con Reno Francot avuto luogo nelle prime fasi di corsa nei pressi di Eau Rouge-Raidillon.
Francot, sceso ulteriormente di classifica, non è riuscito a ottenere punti. Ultimo episodio, infine, un contatto tra Kai Daryanani e Jules Roussel nei pressi di curva 15 negli stessi frangenti della situazione Macedo-Chi di cui sopra.
Sabato 30 maggio 2026, gara 1
1 - Alexandre Munoz - ART - 10 giri in 32'56"157
2 - Rashid Al Dhaheri - R-Ace - 0"137
3 - Kean Nakamura - Prema - 0"437
4 - Yuki Sano - R-Ace - 1"446
5 - Sebastian Wheldon - MP Motorsport - 2"388
6 - Emanuele Olivieri - R-Ace - 3"369
7 - Alex Ninovic - Rodin - 3"781
8 - Reza Seewooruthun - Rodin - 4"166
9 - Gabriel Gomez - Rodin - 5"216
10 - Maximilian Popov - Trident - 5"234
11 - Kai Daryanani - Trident - 5"491
12 - Salim Hanna - Prema - 6"237
13 - Marcus Sæter - G4 Racing - 6"425
14 - Reno Francot - CL Motorsport - 6"665
15 - Matteo Giaccardi - ART - 7"150
16 - Giovanni Maschio - RPM - 8"061
17 - Tomass Štolcermanis - Prema - 8"111
18 - Miguel Costa - RPM - 8"634
19 - Andrija Kostić - Trident - 10"465
20 - Jan Przyrowski - RPM - 10"743
21 - Kabir Anurag - ART - 10"890
22 - Andrea Dupé - Van Amersfoort - 11"698
23 - Thomas Strauven - CL Motorsport - 11"986
24 - Jules Roussel - CL Motorsport - 12"964
25 - Saqer Almaosherji - G4 Racing - 13"892
26 - Rahim Alibhai - G4 Racing - 14"175
27 - Alexander Abkhazava - MP Motorsport - 16"128
RitiratiZhenrui Chi
Francisco Macedo
Dion Gowda
Il campionato
1.Wheldon 92 punti; 2.Al Dhaheri 78; 3.Nakamura 71; 4.Francot 70; 5.Olivieri 36; 6.Munoz 35; 7.Ninovic 33; 8.Chi 32; 9.Hanna 31; 10.Gowda 19; 11.Abkhazava 14; 12.Seewooruthun, Sano 13; 14.Popov 9; 15.Gomez, Daryanani 8; 17.Štolcermanis 7; 18.Costa 4; 19.Macedo 2.