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13 Ago 2015 [16:51]

Sonoma, 10 anni dopo
L'Italia punta su Filippi

Marco Cortesi

Sarà un'ultima di campionato importante quella di Luca Filippi a Sonoma. Il pilota cuneese, impegnato nella sua prima stagione stabile in IndyCar, ha finora impressionato positivamente. Certo, la sfortuna l'ha spesso colpito a tradimento, ma non può tra le righe non trasparire la soddisfazione. Soprattutto, Filippi è riuscito a trovare il suo posto in un ambiente non certo semplice, cosa che conta tantissimo. Non dev'essere stato facile capitare nel bel mezzo della riscossa dei giovani piloti americani in una serie in cui c'è la necessità assoluta di proporre personaggi "a stelle e strisce", e riuscire a farsi apprezzare rimanendo se stessi.

Punto chiave della stagione, per il pubblico generalista, è sicuramente stato Toronto, una gara in cui, senza la proverbiale intromissione della strategia, avrebbe potuto tranquillamente vincere, dovendosi arrendere al più fortunato compagno Josef Newgarden. Ma anche a Mid-Ohio, chi doveva vedere ha sicuramente potuto farlo, in particolare con una prima parte di gara eccellente prima dei... pit-stop. E se Newgarden, che a dispetto dei 24 anni di età è già alla sua quarta stagione completa nella categoria, pare pronto ad approdare ad un top-team (si parla di Ganassi) per Filippi sembrano esserci ottime possibilità di conferma, e di continuare a maturare esperienza. Con prospettive di un'espansione full-time, considerato il test disputato in Iowa, che non guastano. Chissà cosa deciderà il Ed Carpenter, che sarà al volante il prossimo weekend a Pocono nella penultima apparizione 2015.

Quest'anno per Filippi, come detto, manca solo la prova in California, in programma il 30 agosto. Un tracciato su cui non è mai stato e non certo tra i più semplici da interpretare, ma anche su cui, se si inizia bene, si possono produrre ottimi exploit. Sulla stessa pista in cui, al primo contatto con una vettura IndyCar, Giorgio Pantano aveva lasciato tutti a bocca aperta portandosi subito al vertice 10 anni fa, per l'Italia dell'IndyCar c'è una nuova e solida opportunità, sperando un futuro più fortunato per il tricolore, dopo l'immeritata messa da parte del pilota veneto.
DALLARA