Davide Attanasio
Siccome l'età dei protagonisti è quella, dai 16 ai 19 anni, ci concediamo la licenza di scrivere che il primo quadrimestre per i ragazzi della
Formula Regional europea è andato in archivio. E quando finisce un quadrimestre, si iniziano a tirare le prime somme. Insomma: c'è la pagella. Per questo, Italiaracing ha individuato tre
sorprese, tre
conferme e tre
delusioni tra i 32 piloti che hanno preso parte ad almeno un appuntamento della stagione, o meglio... una verifica scritta, per voler continuare a calcare nella metafora.
Tra le sorprese, e ci soffermeremo di più su esse, la scelta è ricaduta su
Sebastian Wheldon (MP Motorsport),
Reno Francot (CL Motorsport) e
Max Popov (Trident), rispettivamente
primo, quinto e nono della classifica piloti dopo le tappe di Spielberg, Zandvoort, Spa-Francorchamps e Monza.
L'aver valutato
Wheldon (foto sopra)
sorpresa non è tanto perché non ci si aspettasse che fosse competitivo (lui che nel 2025 è arrivato terzo nella F4 italiana), bensì per come l'alchimia con MP Motorsport, al ritorno nella serie dopo un "anno sabbatico", abbia funzionato sin dai primi giorni. E gli abbia già fruttato due vittorie e cinque podi totali. Ricordiamo infatti come l'americano, junior Andretti, avrebbe dovuto competere con Prema, ma dopo aver disputato il Regional Middle East con gli italiani le cose sono cambiate direzione MP.
In un campionato che ha visto alternarsi già quattro leader, l'attuale prima posizione di "Seb" assume la consistenza del campione d'inverno dopo il girone d'andata della Serie A di calcio. Tutto può ancora cambiare, ma il dato di fatto è che il classe 2009 di St. Petersburg non ha impiegato un secondo a imporsi con una squadra non accreditata come Prema e R-Ace.

Anche se, tra 2025 e 2026, è cambiato il pacchetto telaio-motore. Anche se i pronostici sono fatti per essere disattesi, le gerarchie sono tali perché ci sono i risultati di anni a sorreggerle. Comunque andrà a finire la stagione, la doppietta di Zandvoort resterà uno dei momenti più memorabili di tutto l'anno.
Con una squadra non esattamente di prima fascia, ovvero il CL Motorsport, sta sorprendendo anche
Francot (foto sopra). Quinto in classifica con 74 punti (47 in meno di Wheldon che ne conta 121), il 18enne olandese si era anche ritrovato al comando. Precisamente, dopo la terza gara del Red Bull Ring, vinta dalla prima fila. Francot, "giramondo" delle F4 fino all'inizio di quest'anno, con CL si sta togliendo non poche soddisfazioni, per quanto dopo l'appuntamento di Zandvoort le cose siano andate meno bene, tra penalità e qualifiche deficitarie a compromettere il resto dei suoi fine settimana a Spa e a Monza.
Su
Popov (Trident) il giudizio è positivo per due ragioni. La prima sta nel fatto che il classe 2008 di Sochi, Russia (anche se corre con licenza italiana da un paio di stagioni) sia un pilota in costante ascesa. La sua curva di crescita lo sta vedendo scalare i ranghi senza fare troppo rumore. Tra il 2024 e il 2025, il passo in avanti è stato fragoroso: passato da PHM AIX a Van Amersfoort, la sua "campagna italiana" (F4) l'anno passato lo ha visto ottenere cinque podi e la sesta posizione nella graduatoria finale.
E il percorso pare sia solo agli inizi. Fatto il salto nel mondo Regional con la squadra lombarda, i risultati non sono tardati ad arrivare. Nel Middle East, due podi e il settimo posto finale, nella regional Europa solo tre piazzamenti nei dieci, ma prestazioni quasi sempre interessanti, per non dire convincenti. Competitivo a Spielberg, più sfortunato a Monza, malino a Zandvoort, resta negli occhi la splendida prima posizione di Spa gara 2, corsa nella quale la ha fatta da padrone dall'inizio alla fine. Nella seconda parte dell'annata, può migliorare ancora.

Capitolo
conferme. Perché le prime dieci gare di
Kean Nakamura-Berta (Prema) e del duo R-Ace composto da
Rashid Al Dhaheri ed
Emanuele Olivieri hanno rappresentato proprio questo.
Nakamura (foto sopra),
secondo nel campionato (-7 da Wheldon), e
Olivieri, quarto (-36), provengono da due anni di F4 italiana. Ma lo scotto del noviziato non pare lo abbiano pagato più di tanto. Il junior Williams (Nakamura), anzi, proprio duellando con Al Dhaheri si è subito imposto nel Middle East Trophy di gennaio-febbraio, campionato nel quale Olivieri ha invece corso un paio di round, mentre "Manu", dopo il complicato debutto a Spielberg, da Zandvoort ha cambiato marcia e a Monza, vittoria in gara 3, ha anche concretizzato.
Qualche passaggio a vuoto lo ha avuto anche Nakamura. Delle sue quattro pole (nessuno ne conta di più), due sono andate a bersaglio (Spielberg gara 1, Monza gara 1), altrettante no. Specialmente la prestazione del Red Bull Ring (gara 3), forse la più difficile da quando Kean corre in monoposto, ha avuto ripercussioni anche nella prima corsa di Zandvoort, mentre l'ultima corsa di Monza si è conclusa con un ritiro dopo un contatto di gara proprio con Olivieri.
Se Nakamura deve mettere a posto questi "dettagli",
Al Dhaheri è stato il pilota più costante con un solo arrivo fuori dai punti e quattro podi totali, incluse due vittorie nelle gare sprint di Spielberg e Monza. Questo gli permette di occupare la terza posizione con 106 punti, 15 in meno del battistrada Wheldon. D'altronde, il classe 2008 di Abu Dhabi è al secondo anno nell'europeo. E questo qualcosa vorrà pur dire. Purché tu sia disposto a correggere i tuoi sbagli. E Rashid lo sta facendo molto bene.

Sulle delusioni (termine sempre da prendere con le dovute pinze), le immaginiamo non lietissime nomination sono appannaggio di
Salim Hanna (Prema),
Alex Ninovic e
Gabriel Gomez (foto sopra), entrambi del team Rodin al debutto assoluto nella serie. Si tratta di tre piloti dalle indubbie qualità che per un motivo o per un altro stanno raccogliendo un po' (se non molto) meno di quanto sperato.
Hanna (foto sotto) tra i più giovani della griglia con i suoi 17 anni da compiere in novembre, è arrivato quarto nella scorsa F4 Italia, e chi scrive lo ha indicato a inizio anno come
possibile sorpresa. Un buonissimo weekend, il colombiano, lo ha confezionato proprio a Monza, ma il resto della stagione è stato un alternarsi di alti e di bassi. Specialmente in qualifica, Salim è ancora più ondivago: a Zandvoort, sabato, era risultato terzo, mentre la domenica non è andato oltre il 16esimo tempo. Ciò detto, Hanna occupa la sesta posizione nella classifica piloti. Non tutto è da buttare, anzi, e da Hanna non si pretende certo la vittoria del titolo, ma la considerazione che nutriamo su di lui ci spinge a chiedergli molto di più.
Sul duo Rodin, invece, le considerazioni sono dicotomiche. Se il rookie
Gomez (secondo nella scorsa F4 Italia) sta mancando sul fronte della velocità pura, al più esperto
Ninovic (campione, anzi, dominatore del GB3 nel 2025; foto sotto) il passo sarebbe (è) più che sufficiente per lottare per podi e vittorie. Rodin è tra le squadre che meglio ha compreso la nuova T-326, ma forse è quella che ha raccolto meno fino a questo momento. E Ninovic è stato falcidiato dalle penalità: due terzi posti tolti a Spielberg, un quarto a Monza. Totale: 33 punti. Che se si aggiungono ai suoi 41 lo porterebbero davanti a Francot in classifica.

Discorsi che da una parte lasciano il tempo che trovano, ma dall'altra ci aiutano a comprendere quanto basterebbe poco per cambiare rotta. Certo, i suoi errori l'australiano li ha commessi. Ad esempio quello di Monza gara 2, dove ha tamponato Popov mentre i due lottavano per la vittoria. Ma la dea bendata non gli ha particolarmente sorriso, vedi l'incidente di Monza gara 1. Da Ninovic sono comunque attesi miglioramenti a tutto tondo per presentarsi nel 2027 con delle credenziali solide per un posto nella prossima Formula 3.