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9 Mag 2026 [20:46]

Spa – Gara
Doppietta BMW di strategia

Michele Montesano - DPPI Images

Che ci attendeva una gara atipica lo si era intuito fin dalle qualifiche. Anche senza la variabile della pioggia, quasi una costante sulle Ardenne, Spa-Francorchamps non ha disatteso le aspettative regalando una corsa intensa e vissuta col fiato in gola fin sotto la bandiera a scacchi. A trionfare la BMW che non solo ha centrato il suo primo successo nel FIA WEC nell’era Hypercar, ma ha addirittura conquistato una doppietta.

A tagliare per primo il traguardo è stato Robin Frijns che ha diviso il volante della M Hybrid V8 LMDh con René Rast e Sheldon van der Linde. A seguire, a meno di due secondi, la vettura gemella di Raffaele Marciello, Kevin Magnussen e Dries Vanthoor. Terzo gradino del podio per la Ferrari di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen.

La 6 Ore di Spa è partita con una trama completamente diversa. Peugeot, reduce dalla prima pole position ottenuta venerdì con Malthe Jakobsen, è stata subito scalzata dalla Cadillac di Will Stevens. A seguire in scia le due Alpine A424 LMDh. Più attardata la BMW di Rast che, partita dalla decima posizione, ha poi costruito il suo recupero grazie alla strategia.



Il team WRT ha infatti deciso di effettuare un rifornimento caricando meno benzina sulla vettura di Rast. Uscito fuori sequenza, il tedesco è riuscito a liberarsi rapidamente del traffico girando, così, in aria pulita. Da quel momento la BMW ha iniziato a recuperare terreno grazie ad un ritmo costante e, soprattutto, una maggior efficienza energetica.

Tale strategia ha consentito alla M Hybrid V8 di accumulare un vantaggio importante nella fase centrale della gara, arrivando ad avere oltre 50 secondi di margine prima dell’ingresso della prima Virtual Safety Car a poco più di due ore dalla conclusione. A quel punto l’unica vettura su una strategia simile era la Toyota TR010 Hybrid di Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryō Hirakawa, risalita dal fondo del gruppo dopo un avvio difficile.

La neutralizzazione provocata dall’incidente di Jakobsen ha però completamente cambiato il finale della corsa. L’autore della pole non è riuscito a evitare la Mercedes-AMG GT3 di Matteo Cressoni, andata in testacoda a Les Combes, danneggiando irreparabilmente la propria 9X8 e costringendo Peugeot al ritiro proprio quando sembrava in piena lotta per il podio.



Poco dopo, un altro episodio ha coinvolto la Ferrari 499P di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi. Alla staccata della Source, Ayhancan Güven ha tamponato la BMW LMGT3 di Augusto Farfus, che a sua volta ha centrato violentemente la Ferrari Hypercar dell’incolpevole Pier Guidi. Ad avere la peggio è stata proprio la vettura del Cavallino che, rimasta ferma a bordo pista, ha provocato un’ulteriore neutralizzazione.

Frijns è riuscito a mantenere il comando nella ripartenza finale, supportato dalla BMW gemella di Magnussen che ha svolto il ruolo di scudiero proteggendo il leader dagli attacchi della Ferrari di Fuoco. L’olandese della BMW ha quindi allungato nuovamente nel finale tagliando il traguardo con quasi due secondi di vantaggio sul compagno di squadra, completando una memorabile doppietta per BMW e il Team WRT. Non solo, l’equipaggio vincitore della 6 Ore di Spa è ora anche al comando della classifica generale.



Dietro alle due M Hybrid V8 LMDh, ha chiuso il terzetto Fuoco-Molina-Nielsen che hanno così salvato il bilancio di Maranello con un prezioso terzo posto. L’equipaggio Ferrari aveva perso oltre 20 secondi nelle prime ore, a causa di un dado ruota bloccato durante un pit-stop, ma è riuscito a risalire sfruttando il caos finale e il grande ritmo di Fuoco negli ultimi stint.

Ai piedi del podio ha chiuso l’Aston Martin Valkyrie LMH di Tom Gamble e Harry Tincknell, al miglior risultato della Hypercar britannica nel WEC. Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nyck de Vries hanno invece terminato quinti con la Toyota, dopo un finale molto combattuto che la vista sconfitta dall’Aston Martin sul rettilineo del Kemmel.

La Ferrari 499P marchiata AF Corse di Robert Kubica, Phil Hanson e Yifei Ye ha chiuso sesta davanti alla Peugeot 9X8 di Stoffel Vandoorne, Paul di Resta e Nick Cassidy. Straordinario anche l’ottavo posto della Genesis GMR-001 LMDh con Pipo Derani, André Lotterer e Mathys Jaubert che hanno regalato i primi punti iridati alla seconda gara della squadra coreana.



Grande delusione invece per Cadillac. La V-Series.R di Norman Nato, Stevens e Louis Delétraz aveva guidato nelle prime fasi, ma una penalità e soprattutto una scelta errata delle gomme morbide nelle ultime ore hanno fatto precipitare l’equipaggio fino alla nona posizione finale. La Cadillac di Earl Bamber, Sébastien Bourdais e Jack Aitken si è invece ritirata dopo i danni riportati in un contatto nelle prime fasi della corsa.

Finale amarissimo anche per Alpine. Dopo essere rimasta in lotta per il podio, la A424 LMDh di Antonio Félix da Costa, Ferdinand Habsburg e Charles Milesi ha perso tutto nelle ultime battute. Prima Alex Riberas è finito violentemente contro le barriere con l’Aston Martin Valkyrie tentando di superare da Costa sull’erba lungo il Kemmel, causando l’ultima Safety Car. Poi, nella ripartenza finale, lo stesso portoghese ha perso il controllo della Alpine al Raidillon andando contro il muro e costringendo il team francese al ritiro.



Nella classe LMGT3 è arrivata invece la rivincita della McLaren dopo la beffa di Imola. Il team Garage 59 ha conquistato la prima vittoria nel FIA WEC grazie al terzetto composto da Antares Au, Tom Fleming e Marvin Kirchhöfer, protagonisti di una straordinaria rimonta dalla quindicesima posizione in griglia con la 720S GT3.

La Ferrari di François Hériau, Simon Mann e Alessio Rovera aveva tagliato il traguardo davanti a tutti, ma una penalità di cinque secondi per unsafe release durante l’ultima sosta ha ribaltato il risultato. Il team AF Corse ha infatti rimandato in pista Rovera proprio mentre sopraggiungeva la McLaren di Kirchhöfer ricevendo così la sanzione decisiva.



La vittoria è quindi andata alla McLaren, mentre la Aston Martin Vantage GT3 di Ian James, Zacharie Robichon e Mattia Drudi ha conquistato la seconda posizione davanti alla Porsche Manthey di Yasser Shahin, Riccardo Pera e Richard Lietz. Nulla da fare per la Ferrari che è scivolata ai piedi del podio.

Le Ford Mustang del Proton Competition avevano impressionato nelle fasi iniziali soprattutto grazie a Eric Powell, capace di passare all’esterno Tom Van Rompuy all’Eau Rouge prendendosi la leadership. Lo statunitense è però finito nella ghiaia poco dopo a Stavelot, provocando la prima safety-car della gara. L’altra Mustang aveva poi ereditato il comando prima di perdere terreno a causa di un drive-through.

Sabato 9 maggio 2026, gara

1 - Frijns-Rast-Van Der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 151 giri
2 - Magnussen-Marciello-Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1"969
3 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 2"622
4 - Tincknell-Gamble (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 5"004
5 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 6"015
6 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 11"552
7 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 12"861
8 - Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001 Hypercar) - Genesis - 29"882
9 - Stevens-Nato-Delétraz (Cadillac V-Series.R) - Jota - 31"837
10 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 32"165
11 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 32"376
12 - Felix Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 2 giri
13 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001 Hypercar) - Genesis - 8 giri
14 - Au-Fleming-Kirchhofer (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 12 giri
15 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 12 giri
16 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3 LMGT3) - Manthey - 12 giri
17 - Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 12 giri
18 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 12 giri
19 - Umbrarescu-Schmid-Lopez (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 12 giri
20 - Cottingham-Boguslavskiy-Guven (Porsche 911 GT3 LMGT3) - Manthey - 12 giri
21 - McDonald-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 12 giri
22 - Dempsey-Yoluc-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 12 giri
23 - Berry-Andrade-Martin (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 12 giri
24 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3) - WRT - 12 giri
25 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 12 giri
26 - Newell-Barrichello-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 12 giri
27 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3) - WRT - 12 giri
28 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 13 giri
29 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 23 giri

Giro più veloce: Antonio Fuoco 1'59"617

Ritirati
Riberas-Sorensen (Aston Martin Valkyrie) - Thor
Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF
Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx
Van Rompuy-David-Masson (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP
Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot
Bamber-Bourdais-Aitken (Cadillac V-Series.R) - Jota

CetilarFORMULA MEDICINEDALLARA