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22 Ago 2019 [10:18]

Sviluppo dei motori F1 congelato,
l'idea torna d'attualità per il 2021

Jacopo Rubino - Photo4

Nel pacchetto di regole per la Formula 1 del 2021, ci sarà anche il congelamento allo sviluppo delle power unit? Come racconta Auto Motor und Sport, l'idea è sostenuta da Ciryl Abiteboul, team principal Renaut: "Il budget cap e una spartizione più equilibrata dei guadagni non sarebbero abbastanza per noi. Senza motori congelati, le spese rimarrebbero comunque simili ad oggi". I vertici della casa francese, che non riesce a raggiungere i top-team nonostante investimenti corposi, dopo la scadenza del Patto della Concordia a fine 2020 potrebbero in effetti ridiscutere l'impegno nel Mondiale. A meno che la F1 non smetta di incidere sulle casse dell'azienda. "Non deve essere un costo", ha sottolineato Abiteboul. Si spiega pure così la sua proposta, peraltro reiterata: ne parlò già più di un anno fa.

Se diventasse reale, si avrebbe uno scenario simile a quello avuto con i vecchi propulsori V8, bloccati nello sviluppo a partire dal 2007. Il regime di congelamento è sparito con il passaggio ai V6 turbo-ibridi, nel 2014, seppur all'inizio le evoluzioni fossero limitate dal controverso sistema dei gettoni, abbanondato dal 2017. Per il bene dello sport, c'era bisogno che le prestazioni andassero a equilibrarsi, come in effetti sta accadendo.

Lo ha confermato Toto Wolff, team principal Mercedes, che di questo ciclo tecnico è la regina indiscussa: "È chiaro che gli altri ci abbiano raggiunto. Avere quattro motoristi vicini è positivo per tutti, anche per noi". Ormai pure la Honda è in partita, dopo l'unione con la Red Bull e le prime vittorie ottenute in Austria e Germania.

Il manager austriaco, quindi, è tra chi supporta un eventuale congelamento delle power unit. Sempre che ci siano le basi giuste. "Avrebbe senso se al banco prova capissimo che i quattro motori, per potenza e coppia, si trovano dentro un margine dell'uno per cento". In sintonia Helmut Marko, consulente Red Bull, persino adesso che la Honda sta crescendo a gran ritmo. "L'ultimo decimo da guadagnare è sempre quello più costoso", ha infatti avvertito. "Abbiamo già visto con i V8 quanti soldi si potrebbero risparmiare. Ora sarebbero addirittura di più".

Senza dimenticare che le attuali power unit sono pronte a superare (se non lo hanno già fatto) la fatidica barriera dei 1000 cavalli. Se fra due stagioni venissero frenati i loro progressi, non sarebbe comunque male. Ma resta da capire quale sia il parere della Ferrari, che potrebbe inoltre esercitare il diritto di veto.
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