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16 Dic 2016 [18:09]

Todt, presidente FIA
"Alla Ferrari manca un 10 per cento"

Stefano Semeraro - Photo 4

«Ho lasciato la Ferrari perché non potevo più sopportare la pressione di chi deve vincere ogni domenica». Così Jean Todt in una bella intervista di Giorgio Terruzzi apparsa oggi sul Corriere della Sera. L'ex capo della GES Ferrari sostiene anche che la decisione di Nico Rosberg «va rispettata. È una scelta da privilegiato, tanti non se lo possono permettere, ma Nico se l'è guadagnata, il Mondiale l'ha vinto lui. Quando viaggiare al limite diventa una sofferenza, puoi decidere di non farlo più. Soprattutto se hai 31 anni, una famiglia a cui tieni, e vuoi dare un senso diverso alla tua vita».

Todt inoltre parla del suo rapporto con Michael Schumacher: «È una sfera che deve rimanere privata. Sono molto legato a Michael. Non è mai stata una persona facile a concedere la propria amicizia. Con me lo fece e queste cose creano legami molto forti». E poi con il figlio Mick: «Un ragazzo fantastico. Intelligente, semplice e appassionato. Lui sa che ci sono. Spero realizzi i suoi sogni».

Todt parla nel dettaglio del trauma per la morte di Jules Bianchi: «Per mio figlio Nicolas, che seguiva Jules da sempre, si è trattato dello choc più violento della sua vita. (…) Possiamo fare molti sforzi, ma con il destino non abbiamo poteri. E comunque ogni decisione pare sbagliata. In Brasile ci hanno criticati per aver esposto la bandiera rossa dopo l'incidente di Raikkonen con visibilità zero (…) Mi batto per avere temperanza e rigore, ho introdotto la figura del pilota in direzione gara. C'è l'arbitro, come nel calcio. E nessuno è mai contento delle sue decisioni».

Todt infine, ha parole anche per Max Verstappen («Ha talento, ha un padre che vorrebbe da lui quello che non ha ottenuto nella sua carriera. È coraggioso. Ma non parliamo di privilegi concessi dai commissari, sono stupidaggini») e ovviamente un parere su cosa manca alla sua ex scuderia in prospettiva 2017: «Il 10 per cento rispetto alla Mercedes, il 3 per cento rispetto alla Red Bull. Poco. Se avessi avuto io l'affidabilità della Ferrari di oggi, avremmo vinto anche il Mondiale 2008 con Massa e quello del 2006 con Schumacher».
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