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12 Gen 2021 [13:39]

Triple corone, campioni poliedrici,
ma il vero recordman è ... Salazar

Alfredo Filippone

Da quando Fernando Alonso si è messo in testa di dare la caccia della Tripla Corona, sinora cinta solo da Graham Hill, a intervalli periodici rispunta il tormentone dei campioni polifacetici, corredato dalle solite liste di piloti che hanno vinto, o semplicemente, corso in molte e svariate categorie. Lo ha (ri)fatto anche la Gazzetta qualche giorno fa, citando tutti quelli da citare, da Juan Pablo Montoya a Kimi Raikkonen e Robert Kubica, da Mario Andretti a Jacky Ickx e Jacques Villeneuve, e via discorrendo.

Ma sinora non abbiamo mai visto indicato colui che davvero, statistiche alla mano, deve essere riverito come il più poliedrico di tutti, con record fatto registrare addirittura nel Guinness Book, e che, come da copione, è uno che non t’aspetteresti mai e poi mai. Perché, signori, dati alla mano, il più poliedrico di tutti, è... Eliseo Salazar, da Santiago del Cile, classe 1954. Ebbene sì, colui che si è guadagnato un posto nel ricordo dei tifosi più per la scazzottata in mondovisione con Nelson Piquet ad Hockenheim nel 1982 che per meriti sportivi, comunque non disdicevoli.

In patria, Eliseo è tutt’ora, più che mai, un eroe nazionale, non solo perché è l’unico pilota internazionale che il Paese di Neruda abbia mai avuto, ma anche perché è diventato un conduttore televisivo di grido, che finisce regolarmente sui rotocalchi per le rocambolesche liason con attrici e vallette famose in quelle lontane lande.

Sciorinando con ordine il palmarès che mette Eliseo in vetta ai poliedrici, ricordiamo che ha disputato tre stagioni di Formula 1 (1981-83), correndo 24 GP e andando a punti in due occasioni (miglior piazzamento, un quinto). Ha poi avuto lunga vita nella massima formula americana, alternando IndyCar e IRL per complessive nove stagioni, con una vittoria (Las Vegas ’97) e un podio a Indy 500 (terzo nel 2000), ma rischiando anche di perderla, la vita, per uno spaventoso schianto in prova a Indy nel 2002, dal quale uscì plurifratturato.

Nel contempo, il cileno ha sempre gradito i prototipi, disputando sei volte la 24 Ore di Le Mans (miglior piazzamento, un ottavo) e vincendo la 1000 km del Fuji nell’88 e tre gare IMSA con Moretti sulla Ferrari 333 SP nel 1994. Siccome fiutava già il record, nel 1997, si è fatto trovare al via di una gara NASCAR, sebbene della Truck Series, e poi, dopo il pensionamento ufficiale, ha scoperto che poteva alimentare la sua leggenda anche senza l’asfalto sotto le ruote. Con la Dakar trasferitasi sotto casa, se n’è bevute due (2009 e 11), e per intascare definitivamente il record, non si è fatto mancare, a 58 anni, un rally mondiale WRC, Argentina 2012, concluso peraltro più che dignitosamente, dodicesimo, con una Mini.

Signori, rien ne va plus, discorso chiuso: nessuno ha fatto di più variegato. La gloria eterna sia tua, mitico Eliseo!
gdlracingTatuus