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5 Mag 2026 [17:15]

Verstappen da podio senza testacoda?
Al 4 volte iridato è tornato il sorriso

 Massimo Costa - XPB Images

E’ tornato il sorriso a Max Verstappen. Non tanto per essersi ritrovato nella vivace Miami con le sue belle spiagge, la vita notturna che non finisce mai, il clima estivo, le varie star del cinema eccetera eccetera. No, a lui queste cose proprio non interessano e che si corra nella desolante area di Suzuka, in mezzo al nulla del Nordschleife o in Florida, non gli cambia nulla. A lui importa solo guidare per divertirsi e vincere.

La depressione accumulata nei primi tre appuntamenti, le minacce di lasciare questa F1 dominata dalla ricarica delle batterie (ma a Miami i problemi emersi precedentemente sono nettamente diminuiti grazie alle modifiche apportate soprattutto al volante), il piacere ritrovato di correre con le vetture GT3 nell’infernale vecchio Nurburgring, sono sembrate sensazioni ormai parte del passato.

La pausa lunga un mese, ha permesso alla Red Bull di lavorare sodo per migliorare il migliorabile e a Miami nella qualifica Sprint, Verstappen ha siglato il quinto tempo, posizione occupata anche al termine della corsa di 30 minuti. Suo miglior risultato dell’anno. Poi, si è spinto ancora più in là. Molto più in là. Perché nella qualifica vera, Verstappen ha potuto riassaporare l’adrenalina che ti prende quando lotti per le primissime posizioni, quelle vertigini che ti fanno sentire speciale.

Si è trovato a giocarsela niente meno che per la pole, cosa che pareva impossibile soltanto pochi giorni prima di atterrare a Miami. Se pensiamo che a Suzuka non aveva centrato neanche la Q3 e che a Shanghai si era piazzato ottavo, ritrovarsi in prima fila con il secondo tempo a soli 166 millesimi dal poleman Andrea Kimi Antonelli, è stato motivo di grande soddisfazione per lui e per tutto il team.

E poi, anche se a lui a certe cose non ci guarda, aver messo il compagno di squadra Isack Hadjar a quasi un secondo di distacco, dopo che a Suzuka il giovane francese aveva fatto meglio di lui e a Shanghai avevano girato praticamente sugli stessi tempi, è stato significativo. Segno che il vestito della RB22 non gli sta più stretto come prima.



In gara è andata diversamente. Partito bene, ha compiuto uno dei suoi rari errori, addirittura nei primi metri, perdendo il posteriore mentre tentava di resistere a Charles Leclerc che lo aveva affiancato all’esterno. Un 360 perfetto e gli è andata bene, a lui e a tutti gli altri, che non si è verificata una sorta di ammucchiata. Verstappen si è ritrovato con le ruote girate verso la parte giusta del tracciato ed è ripartito come nulla fosse. Si è anche scusato con la squadra via radio, incredibile, ma vero.

Da quel momento, ha iniziato a rimontare, ha cambiato le gomme, parecchio scorticate da quel testacoda, per primo quando è entrata la safety-car al 7° giro per due incidenti separati: quello che ha visto protagonista il suo compagno Hadjar e quello innescato da Liam Lawson che ha portato al capottamento di Pierre Gasly. Un azzardo inevitabile togliere così presto le Pirelli medie per le Hard che lo avrebbero dovuto accompagnare fino al traguardo. Questo super under cut, resosi necessario per il testacoda, rispetto agli avversari, gli ha permesso di risalire la china e di andare ad occupare anche la prima posizione quando via via tutti i suoi avversari hanno effettuato il pit-stop.

E’ durata poco, presto superato da Norris e Antonelli, poi da Leclerc che ha chiuso un gap importante, e infine da Piastri. I suoi pneumatici, utilizzati così a lungo, hanno perso l’aderenza necessaria e Max si è trovato a dover lottare con un notevole sovrasterzo. Nel finale, è stata bagarre vera con Russell e il testacoda di Leclerc all’ultimo giro gli ha aperto la porta della quinta posizione. Certo, partire dalla seconda casella della prima fila e concludere quinto non è quello che ci si può aspettare, ma quel testacoda ha rovinato ogni piano.

Verstappen ha, però, ritrovato la voglia di combattere, il piacere di lottare per la pole e di ritrovarsi anche se per pochi giri in testa a un Gran Premio. La Red Bull non è squadra che si abbatte se i risultati mancano e lo ha dimostrato anche questa volta. La progressione della RB22 da Melbourne a oggi è stata di quelle notevoli, importanti e sarà interessante vedere se vi sarà la conferma anche nel prossimo appuntamento di Montreal del 24 maggio. Se così sarà, occorrerà rivedere in fretta i piani iridati perché Verstappen potrebbe rapidamente tornare in corsa, proprio come accaduto lo scorso anno.

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